Cordoglio per morte operaio 46enne a Malcesine, Cisl Verona: "Sicurezza non sia mai un costo"

Cordoglio, vicinanza alla famiglia e un nuovo appello affinché la sicurezza sul lavoro diventi una priorità concreta. La CISL Verona interviene dopo la tragica morte dell’operaio 46enne coinvolto nell’incidente avvenuto martedì a Malcesine, sul Lago di Garda, esprimendo dolore per una vita spezzata e richiamando istituzioni, imprese e organismi di controllo alla responsabilità condivisa di prevenire simili tragedie.
«Di fronte all’ennesima vita spezzata sul lavoro proviamo dolore, sgomento e rabbia», dichiara il segretario generale della CISL Verona, Giampaolo Veghini. «Oggi una famiglia perde un proprio caro e un lavoratore non farà ritorno a casa. A loro va il nostro abbraccio sincero e la nostra vicinanza». Per il sindacato, il cordoglio deve accompagnarsi a un impegno concreto affinché tragedie come quella di Malcesine non vengano archiviate come episodi isolati. «Sarebbe però un errore fermarsi alla sola commozione. Ogni incidente mortale sul lavoro rappresenta una sconfitta per l’intera comunità e richiama tutti, istituzioni, imprese, parti sociali e organismi di controllo, a un’assunzione di responsabilità ancora più forte», sottolinea Veghini.
La CISL Verona attende che gli organi competenti facciano piena luce sull’accaduto e ricostruiscano con precisione la dinamica dell’incidente. Nel frattempo, ribadisce la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e di promuovere una cultura della sicurezza che coinvolga tutti i soggetti del mondo del lavoro. «La sicurezza non può mai essere considerata un costo o un adempimento burocratico. Deve essere una cultura diffusa, un valore condiviso e un investimento permanente», afferma il segretario generale.
Da qui la richiesta di intensificare le attività di prevenzione, garantire una formazione adeguata ai lavoratori, rafforzare i controlli e prestare maggiore attenzione alla qualità del lavoro e alle condizioni in cui viene svolto. «La CISL Verona continuerà a chiedere più prevenzione, più formazione, più controlli e una maggiore attenzione alla qualità del lavoro perché nessuno dovrebbe perdere la vita mentre svolge il proprio mestiere», conclude Veghini.
La tragedia di Malcesine riporta così al centro una questione che continua a interrogare il territorio e l’intero mondo produttivo: la tutela della vita e della salute dei lavoratori deve essere un principio irrinunciabile, da tradurre ogni giorno in scelte, investimenti e responsabilità concrete.

