Cronaca di Redazione , 31/10/2026 8:30

Di male in peggio, anche a Verona il caro vita mette in ginocchio le famiglie: 1.802 euro in più

Carrello supermercato (Imagoeconomica)
Carrello supermercato (Imagoeconomica)

Il caro vita torna a correre e mette sempre più in difficoltà le famiglie, comprese quelle veronesi. Bollette, spesa alimentare e trasporti assorbono una quota crescente dei bilanci domestici, mentre stipendi e pensioni faticano a tenere il passo con l'aumento dei prezzi. A confermare la situazione, come riporta Federconsumatori Verona, sono i dati preliminari Istat di ottobre 2026: l'inflazione annua raggiunge il +5,4%, rispetto al +4,2% di settembre, tornando ai livelli dell'agosto 2023.

A preoccupare maggiormente è l'aumento dei costi legati all'abitazione, all'acqua, all'elettricità e agli altri combustibili, passati dall'11,1% al 18,7%. I beni energetici registrano un incremento del 31,4%, con quelli regolamentati che arrivano addirittura al +59,5%. Non va meglio per la spesa quotidiana: alimentari e bevande analcoliche salgono del 2,9%, con i prodotti non lavorati al +7,5%. Anche i trasporti aumentano, passando dal +8,6% al +9,3%. Il carrello della spesa raggiunge invece il +2,5%.

Per le famiglie 1.802 euro in più all'anno. Secondo le stime dell'O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, questi rincari comportano un aggravio medio di 1.802 euro annui per famiglia. Una situazione che, anche nel territorio veronese, rischia di accentuare le difficoltà di lavoratori, pensionati e nuclei con redditi medio-bassi, costretti a ridurre i consumi e a fare sempre più sacrifici per sostenere le spese essenziali. Federconsumatori critica l'insufficienza delle misure adottate dal Governo e giudica inadeguata la manovra economica, che non garantirebbe benefici significativi al 92% dei lavoratori e pensionati.

Le richieste di Federconsumatori. Per affrontare l'emergenza, l'associazione chiede interventi immediati: riduzione strutturale delle accise sui carburanti (almeno 20 centesimi sulla benzina e 30 sul diesel), riduzione dell'IVA sui beni essenziali, potenziamento dei bonus energia e istituzione di un Fondo contro la povertà energetica e alimentare. Tra le altre proposte figurano maggiori controlli contro le speculazioni sui prezzi, una riforma fiscale più equa, una reale tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche e la restituzione del fiscal drag a lavoratori e pensionati. l messaggio è chiaro: non si può continuare a chiedere sacrifici sempre alle stesse persone. Anche a Verona il caro vita rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale. Servono politiche capaci di restituire potere d'acquisto alle famiglie e contrastare le disuguaglianze, prima che la situazione diventi ancora più difficile.