Carovita, la protesta dei giovani in centro a Verona: Affitti insostenibili e trasporti costosi

Venerdì pomeriggio la Rete degli Studenti Medi e l'Unione degli Universitari di Verona sono scesi in piazza in centro a Verona per protestare contro il carovita, sulla scia delle mobilitazioni in tutta Italia e nel resto d'Europa.
"Hanno provato a farci paura, lo abbiamo visto in questi giorni: tra i messaggi falsi e le fake news che sono girate sui social, dipingendo la nostra generazione come violenta e creando un clima di panico e paura. Alle proteste delle ultime settimane il governo risponde con l'ennesimo decreto Sicurezza censurando nel frattempo le proteste e scioperi che da nord a sud stanno scuotendo il paese. Noi studenti veronesi oggi abbiamo dimostrato che non ci facciamo intimidire da questo clima di repressione e paura. Sappiamo di cosa abbiamo bisogno: fondi, investimenti in edilizia scolastica, diritto allo studio garantito, trasporti efficienti, ascolto. Siamo stanchi di dover continuare a chiedere ciò che secondo la Costituzione dovrebbe esserci garantito di diritto", afferma Zoe Zevio, portavoce della Rete degli Studenti Medi di Verona
"Il caro vita non resta fuori dai cancelli delle università, tra affitti insostenibili, borse di studio insufficienti, trasporti costosi e servizi che non riescono a rispondere ai bisogni della comunità studentesca. Ci viene chiesto di formarci, impegnarci e costruirci un futuro, mentre le condizioni materiali per farlo non vengono messe a disposizione. Siamo una generazione stufa di dover trovare soluzioni individuali a problemi collettivi. Una generazione che vuole poter studiare, vivere e costruirsi un futuro senza che tutto questo diventi un privilegio. Per questo continueremo a mobilitarci, nelle scuole, nelle università e nelle piazze, perché il nostro presente conta e il nostro futuro non può essere deciso dal nostro conto in banca" prosegue Greta Leonardi, coordinatrice dell'UDU Verona.
"Abbiamo fatto sentire la nostra voce forte e chiara contro un governo e una società che non ci vogliono ascoltare. Come comunità studentesca continueremo a mobilitarci in vista dello sciopero generale del 20 novembre. Lo ribadiamo ancora una volta: il nostro tempo è ora, e ci prenderemo il presente." conclude Zoe Zevio.

