Cronaca di Redazione , 22/10/2026 17:39

VIDEO | 15 perquisizioni tra i giovani dopo i disordini: sequestrati machete e storditore

Quindici perquisizioni, armi e materiali sospetti sequestrati e chat al vaglio degli investigatori. Si intensificano a Verona i controlli della Polizia di Stato dopo i recenti episodi di disordine in città e in vista delle mobilitazioni annunciate per i prossimi giorni.

Questa mattina gli investigatori della Digos e della Squadra Mobile, con il supporto del personale della Questura, hanno eseguito 13 perquisizioni nei confronti di altrettanti giovani, maggiorenni e minorenni, residenti a Verona e provincia. Gli accertamenti, effettuati d’iniziativa, sono scattati sulla base di elementi investigativi che facevano ipotizzare la possibile detenzione abusiva di armi, munizioni o materiali esplodenti.

Altre due perquisizioni, disposte dall’autorità giudiziaria, hanno riguardato due maggiorenni sospettati di un possibile coinvolgimento nell’incendio di alcuni cassonetti davanti all’istituto Giorgi e negli episodi di intemperanza verificatisi in piazza San Nicolò lo scorso 17 ottobre.

Sequestrati machete, storditore e benzina

Nel corso delle operazioni la Polizia ha rinvenuto un machete, uno storditore e una pistola softair priva del tappo rosso. Sequestrate anche una tanica e una bottiglia di plastica contenenti benzina, oltre ad alcuni capi di abbigliamento ritenuti di interesse investigativo per ricostruire quanto accaduto davanti all’istituto Giorgi e nel centro cittadino.

Gli agenti hanno inoltre sequestrato due telefoni cellulari. Al loro interno sono state individuate conversazioni considerate utili per approfondire le indagini e individuare eventuali altre persone coinvolte. Uno dei giovani è stato anche segnalato al Prefetto per il possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente.

Al vaglio i social in vista del fine settimana

Le indagini sono partite anche dal monitoraggio dei social network da parte della Digos, che ha individuato e analizzato alcuni video relativi agli episodi contestati. L’attività investigativa prosegue ora attraverso l’esame delle chat e dei canali online, con particolare attenzione ai contenuti legati all’organizzazione delle prossime mobilitazioni.

L’obiettivo è chiarire le responsabilità per i fatti già avvenuti, verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi e prevenire nuove situazioni di tensione che possano mettere a rischio l’ordine e la sicurezza pubblica durante il prossimo fine settimana.