Sindacati scuola Verona: "Il dissenso si coltiva, la violenza no"

"La scuola non ha paura del dissenso, anzi lo coltiva. Insegnare a una ragazza o a un ragazzo a farsi un'idea propria, a contestarla, a difenderla in pubblico e a cambiarla quando un argomento migliore la mette in crisi è il cuore del lavoro di chi ogni giorno sta in classe, in segreteria, nei corridoi e alla guida delle scuole. Questo diritto ha però un confine netto: la violenza". Lo affermano in una nota comune le organizzazioni sindacali della scuola della provincia di Verona.
Per i sindacati veronesi della scuola "quando il dissenso o il conflitto si trasformano in minaccia, intimidazione, aggressione o umiliazione, non c'è più nulla da discutere. E' altro, e non si tollera. Vale anche per chi minaccia, per chi danneggia un edificio pubblico, per chi si nasconde dietro l'anonimato per spaventare. Non c'è ragione, per quanto fondata, che autorizzi a fare paura a chi studia e a chi lavora nella scuola. La scuola è e resta un presidio di legalità e di educazione".
La nota infine sottolinea che "un clima di paura che spinge le famiglie a tenere a casa le figlie e i figli e il personale a temere di venire al lavoro, è il risultato più grave che la violenza possa ottenere. Se le aule si svuotano, ha vinto chi ha scelto l'intimidazione al posto del confronto. Per questo chiediamo alle famiglie di continuare a mandare le proprie figlie e i propri figli a scuola con fiducia. Le scuole restano aperte. Il confronto democratico è benvenuto. La violenza e la paura no".

