Cronaca di Redazione , 20/10/2026 10:43

Dopo i disordini nelle chat messaggi di violenze per creare la psicosi

Volantino

Tutto ruota attorno allo schermo di uno smartphone e alle chat sui social. Minacce di nuovi assalti, saccheggi e devastazioni, stupri con tanto di liste delle donne e delle ragazze da violentare.
Un centro di gravità della paura, per alimentare la psicosi in un corto circuito di messaggi deliranti, lugubri, che invitano a restare chiusi in casa rimbalzando di casa in chat in chat e suo social: da Tik Tok a Telegram, i più usati dai giovanissimi, soprattutto nel mondo dei “maranza”.
Un passaparola preoccupante, che crea disagio e pure allarme sociale, al punto che ci sono stati genitori che hanno preferito non mandare le figlie a scuola. Generando anche le reazioni dei gruppi più vicini alle aree estremiste e radicali, con l’organizzazione di ronde e contromanifestazioni. 
E’ successo questa mattina a Isola della Scala, dove all’Istituto “Bolisani” si temeva una manifestazione con azioni violente come quelle di venerdì scorso a Verona al “Giorgi”, ed è annunciato per venerdì prossimo a Legnago, dove i “ribelli” minacciano di mettere a ferro e fuoco il paese e Forza Nuova ha già convocato una “ronda” 
Fake news, falsi allarmi, il clima di tensione cresce mentre le forse dell’ordine, a cominciare dalla Polizia postale, monitorano il web.
Non è chiaro a chi giovi questo gioco che alimenta la paura e impegna i responsabili della gestione della sicurezza a fronteggiare la situazione per garantire che la vita scolastica, commerciale e professionale siano tutelate senza rischi per nessuno.
Manifestare il dissenso è uno dei principi della democrazia, ma questi ripetuti e minacciosi rilanci di azioni violente invitano a tenere al massimo l’attenzione.
E’ solo di ieri l’allarme bomba diffuso in 40 istituti scolastici in tutta Italia, che ha coinvolto anche 27 plessi di Castel d’Azzano e Bosco Chiesanuova. 
“La morte è vicina e con l’aiuto di Allah il nostro obiettivo verrà raggiunto” era il delirante messaggio nella mail inviata alle scuole.
Tutto falso, ma i controlli sono stati di rigore e centinaia di famiglie sono state costrette ad andare e riprendersi i figli nelle scuole evacuate per riportarsi a casa.
Indaga la Polizia postale, l’ipotesi di reato è procurato allarme.