Cronaca di Redazione , 19/10/2026 10:49

Stipendi dei magistrati, l’ANM di Verona smentisce: «Falsa la notizia dei 100mila euro a testa»

Tribunale di Verona
Tribunale di Verona

«La notizia che noi magistrati riceveremo 100mila euro a testa è falsa». È netta la presa di posizione del presidente dell’Associazione nazionale magistrati (ANM) di Verona, Marco Cucchetto, e del presidente del Tribunale di Verona, Ernesto d’Amico, che intervengono per contestare le informazioni circolate sugli stipendi dei magistrati e sulle risorse previste dal Governo per il 2027.

In un momento segnato da difficoltà economiche per numerose famiglie italiane, sottolineano i due rappresentanti, una notizia di questo tipo rischia di avere un forte impatto sull’opinione pubblica e di alimentare una percezione distorta della retribuzione dei magistrati.

Al centro della vicenda c’è un fondo straordinario previsto per il 2027, destinato anche al pagamento degli arretrati retributivi spettanti ai magistrati. Secondo quanto precisato nella nota, le somme non rappresentano un nuovo bonus di 100mila euro per ciascun magistrato, ma derivano da adeguamenti degli stipendi che sarebbero dovuti in base alle disposizioni vigenti.

La questione riguarda, in particolare, il calcolo degli aumenti retributivi relativi al triennio 2018-2020, inizialmente effettuato in modo errato dal Ministero della Giustizia. Per ottenere il corretto riconoscimento degli importi è stato necessario avviare un procedimento conclusosi davanti al Consiglio di Stato. Il riconoscimento ha riguardato anche gli adeguamenti previsti per gli anni successivi, a partire dal 2021.

A chiarire l’entità delle somme è l’Ufficio sindacale dell’ANM, i cui conteggi indicano aumenti dovuti per legge nell’ordine di circa 50-200 euro al mese, con importi variabili in base all’anzianità di servizio del singolo magistrato. Cifre che, secondo i firmatari della nota, sono ben lontane dai 100mila euro a testa evocati nelle notizie contestate.

Per Cucchetto e d’Amico, la diffusione di informazioni non corrette non è quindi una questione secondaria. «La falsità della notizia va denunciata e rimarcata», sostengono, evidenziando come la rappresentazione distorta delle retribuzioni possa compromettere la fiducia dei cittadini nella magistratura e nella sua funzione istituzionale.

I due presidenti richiamano inoltre la necessità di distinguere tra somme aggiuntive riconosciute discrezionalmente e importi maturati in seguito alla corretta applicazione delle norme retributive. Nel caso in esame, la loro posizione è che si tratti di arretrati e adeguamenti spettanti per legge, non di un’erogazione straordinaria di 100mila euro a ogni magistrato.

La presa di posizione, firmata a Verona il 19 ottobre 2026, mira dunque a ricondurre il dibattito sui compensi dei magistrati ai termini della vicenda retributiva e amministrativa, contestando una cifra che, secondo i firmatari, rischia di generare disinformazione e danneggiare l’immagine della magistratura agli occhi dell’opinione pubblica.