Cronaca di Redazione , 18/10/2026 8:30

Federconsumatori: a Verona l’inflazione sale al 4,5%. Pesano energia e alimentari

Spesa sospesa, carrello
Spesa sospesa, carrello

Il carovita continua a pesare sulle famiglie veronesi. Secondo i dati Istat di settembre 2026, elaborati da Federconsumatori Verona sulla base delle rilevazioni dell’Ufficio Statistica del Comune, l’inflazione cittadina raggiunge il 4,5% su base annua, in aumento rispetto al 3,8% di agosto. A livello nazionale, l’incremento passa dal 3,3% al 4,2%.

Una crescita che preoccupa, soprattutto perché si inserisce in un contesto di salari e pensioni che negli ultimi anni non hanno tenuto il passo con l’aumento del costo della vita.

Energia: rincari fino al 50% per i combustibili liquidi

La voce che pesa maggiormente sui bilanci familiari è quella relativa ad abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, che a Verona registra un aumento annuo del 13,1%.

Nel dettaglio, rispetto a settembre 2025, l’elettricità aumenta del 18,3%, il gas del 24,1%, i combustibili liquidi del 50% e la legna da ardere del 14,9%. Anche il confronto mensile evidenzia ulteriori rincari: tra agosto e settembre, l’elettricità cresce del 2,8%, il gas del 5,6% e i combustibili liquidi del 2,3%.

Preoccupa inoltre l’aumento del 37,3% della bolletta elettrica nel quarto trimestre 2026 per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela, annunciato da ARERA rispetto al trimestre precedente.

Per Federconsumatori, le tensioni internazionali e le ricadute sui mercati energetici rischiano di aggravare ulteriormente la situazione con l’arrivo dell’inverno.

Alimentari, aumenti significativi per frutta e verdura

A Verona i trasporti registrano un incremento annuo del 7,6%, mentre per prodotti alimentari e bevande analcoliche l’aumento medio è del 2,3%, superiore all’1,9% nazionale.

La media, tuttavia, nasconde rincari molto più marcati per alcuni prodotti freschi. Tra settembre 2025 e settembre 2026, in città si registrano aumenti del 23,4% per gli ortaggi a frutto freschi, del 19% per quelli a foglia o a stelo e del 15% per altri ortaggi freschi. Crescono anche le uova (+7,3%), la carne (+5,1%) e altra frutta fresca (+6,5%).

Non mancano alcune diminuzioni: il burro e le altre materie grasse provenienti dal latte calano del 14,5%, mentre gli agrumi freschi segnano un -13,8%.

A livello nazionale, secondo i dati richiamati da Federconsumatori, i prodotti ortofrutticoli sono aumentati del 12% rispetto al 2025, la carne del 7% e le uova del 16%, con rincari del 52% per i pomodorini. L’associazione segnala inoltre che il 16,9% delle famiglie ha ridotto il consumo di carne e pesce, mentre cresce il ricorso ai discount.

Verona tra le città più colpite

Secondo le stime dell’Unione Nazionale Consumatori citate da Federconsumatori, Verona si colloca all’ottavo posto tra le città considerate, con un’inflazione del 4,5% e una maggiore spesa annua stimata in 1.250 euro per una famiglia media.

In testa alla graduatoria figurano Siracusa e Reggio Calabria, entrambe al 5,3%, seguite da Vicenza al 5,2%, città in cui la spesa aggiuntiva raggiungerebbe 1.444 euro annui. In Veneto, l’inflazione si attesta al 4,4%, con un aggravio stimato di 1.191 euro a famiglia.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, a livello nazionale l’impatto dell’inflazione può arrivare a 1.402 euro annui per famiglia.

Le richieste di Federconsumatori al Governo

Di fronte a uno scenario che rischia di peggiorare nei prossimi mesi, l’associazione chiede interventi urgenti per difendere il potere d’acquisto, soprattutto delle famiglie con redditi bassi e medi.

Tra le proposte figurano l’introduzione di accise mobili sui carburanti, una riduzione temporanea dell’IVA sui beni essenziali, un bonus energia più consistente e l’istituzione di un fondo contro la povertà energetica e alimentare. Federconsumatori sollecita inoltre maggiori controlli contro le speculazioni sui prezzi, una riforma fiscale più equa e una reale tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche.

I dati di settembre delineano un autunno difficile anche per Verona. Tra bollette, carburanti e spesa alimentare, il rischio è che sempre più famiglie siano costrette a ridurre i consumi e a rinunciare a beni essenziali. Per Federconsumatori, è quindi urgente che il Governo intervenga con misure concrete per contenere i rincari e tutelare il potere d’acquisto dei cittadini.