Operaio licenziato per troppe assenze per malattia: il Tribunale annulla e lo reintregra

Il Tribunale di Verona, Sezione Lavoro, ha dichiarato nullo il licenziamento di un lavoratore di Acciaierie Venete S.p.A., ordinandone la reintegrazione nel posto di lavoro e condannando l'azienda al pagamento delle retribuzioni maturate dal licenziamento fino all'effettivo rientro, oltre al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e alle spese legali.
Ne dà notizia la Fiom-Cgil di Verona, che in una nota ha espresso soddisfazione per la sentenza favorevole al lavoratore, dipendente dell'azienda dal 1999 con mansioni di operaio addetto alla laminazione nello stabilimento di Dolcè, che era stato licenziato nel settembre 2025 per aver superato il periodo di comporto nel triennio di riferimento.
"Il Tribunale - sottolinea il sindacato - ha accolto il ricorso, riconoscendo il carattere discriminatorio del licenziamento; infatti, nelle motivazioni, il giudice ha evidenziato che l'azienda disponeva da anni di elementi significativi relativi alle condizioni di salute del dipendente, anche attraverso la sorveglianza sanitaria e le prescrizioni del medico competente, ma non aveva avviato gli approfondimenti necessari né valutato soluzioni organizzative alternative al licenziamento.
"Questa sentenza - ha dichiarato Martino Braccioforte, segretario generale della Fiom-Cgil di Verona - stabilisce che il rapporto di lavoro non può essere ridotto a un conteggio di giorni di assenza, ignorando la storia professionale di una persona, le sue condizioni di salute e le responsabilità che un'azienda deve assumersi. Il giudice ha riconosciuto che il licenziamento non può essere la risposta automatica a una situazione di fragilità medica, soprattutto quando esistono elementi che impongono all'impresa di approfondire e valutare possibili soluzioni alternative. La tutela della salute, della dignità e della continuità occupazionale deve essere una priorità"

