Cronaca di Redazione , 04/10/2026 16:30

Sp 11 e caduta massi, al via la messa in sicurezza a Brentino Belluno

Parete di roccia a Brentino Belluno
Parete di roccia a Brentino Belluno

È iniziata la fase dei lavori per la protezione dalla caduta massi sulla Sp 11 “della Val d'Adige”, tra le località Turan e Preabocco nel Comune di Brentino Belluno. Due i principali interventi: la realizzazione di una galleria paramassi a doppia corsia, lunga oltre 150 metri, e la posa di barriere paramassi in acciaio su una superficie della parete pari a 3.650 metri quadrati. I lavori comprenderanno anche opere di mitigazione paesaggistica della galleria e la pulizia delle strutture visibili del sito del Castello della Corvara.

L’opera sulla provinciale 11 rappresenta l’investimento più importante del Palazzo Scaligero in materia di dissesto idrogeologico, con un importo complessivo pari a 10,5 milioni di euro. Negli anni, il tratto stradale nel territorio di Brentino Belluno è stato più volte interessato dalla caduta di massi, con materiale roccioso che ha invaso sia la carreggiata della provinciale sia, in alcuni casi, la vicina ciclabile dell’Adige, anch’essa di competenza provinciale. Diversi gli interventi di contenimento, anche recenti, portati a termine dalla Provincia, in particolare attraverso operazioni di disgaggio, ovvero di distacco controllato del materiale più instabile individuato in parete.

“L’intervento – spiega il Presidente Flavio Pasini – è di tutt’altra natura: puntiamo infatti a una messa in sicurezza sistematica della Sp 11 in quell’area. In ambito di dissesti dobbiamo essere consapevoli che frane e smottamenti sono eventi che si stanno presentando con sempre maggiore frequenza. Sebbene Verona risulti probabilmente un po’ meno soggetta a tali episodi rispetto ad altre aree del Veneto e d’Italia, il numero e i chilometri di strade interessati dalla caduta di materiale roccioso e da cedimenti sono in aumento. Un problema, quello dei cedimenti in particolare, a cui devono far fronte anche diversi Comuni per la viabilità di loro competenza. In gioco ci sono la sicurezza e il diritto alla mobilità. Questo è uno dei temi per cui a livello nazionale è in corso una seria riflessione orientata a riattribuire alle Province competenze e adeguate risorse. Non è un tema politico, è un tema di buona amministrazione dei territori e delle comunità”.

Il cronoprogramma prevede la consegna delle opere, salvo imprevisti e condizioni meteorologiche permettendo, entro l’inizio della prossima estate. I lavori comporteranno la chiusura del tratto, indicativamente tra metà ottobre e metà dicembre e tra metà gennaio e la fine di aprile. All’avvio e alla fine del cantiere, invece, il transito verrà regolato a senso unico alternato, mentre tra metà dicembre e metà gennaio la strada verrà riaperta in entrambe le direzioni.