Manomette il braccialetto e viola il divieto di avvicinamento all'ex: 40enne arrestato

Ha danneggiato il dispositivo elettronico di tracciamento per tentare di eludere i controlli e avvicinarsi alla sua ex compagna, ma il tempestivo intervento dei Carabinieri ha sventato il potenziale pericolo. Nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 30 settembre, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Verona hanno tratto in arresto un 40enne italiano, già noto alle forze dell'ordine, ritenuto gravemente indiziato della violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
L'operazione è scattata a seguito di un "alert" automatico di manomissione pervenuto alla Centrale Operativa del Comando Provinciale di Verona, che ha rilevato un'anomalia sul braccialetto elettronico in uso all'uomo e una posizione del GPS in continuo movimento. Una pattuglia del NORM è stata immediatamente inviata nel comune di San Giovanni Lupatoto, dove l'indagato è stato individuato a bordo di uno scooter nei pressi di una piazza del centro cittadino, a meno di mille metri da un luogo abitualmente frequentato dalla vittima.
Alla vista delle divise, il quarantenne ha tentato di giustificare il malfunzionamento del dispositivo adducendo varie scuse. Tuttavia, nel momento in cui ha scoperto la caviglia sinistra, il braccialetto è caduto a terra mostrando evidenti segni di manomissione e taglio sul cinturino.
Accompagnato prima presso la Stazione dei Carabinieri di San Giovanni Lupatoto e successivamente negli uffici della sede di via Salvo D'Acquisto a Verona, l'uomo è stato dichiarato in stato di arresto su disposizione della Procura della Repubblica scaligera e trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del giudizio direttissimo.
Nella mattinata odierna, il Giudice del Tribunale di Verona ha convalidato l'arresto, applicando nei confronti del quarantenne la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di Peschiera del Garda e rinviando l'udienza al mese di dicembre 2026 a seguito della richiesta dei termini a difesa. L'episodio conferma l'efficacia dei sistemi di monitoraggio a distanza e la prontezza di intervento delle forze dell'ordine nella tutela delle persone vulnerabili e nel contrasto ai reati da codice rosso.

