Tenta di rubare una bicicletta alla stazione di Porta Nuova, arrestato 23enne

È stato arrestato un 23enne di origine guineana, senza fissa dimora in Italia, gravemente indiziato dei reati di tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio risale alle prime ore del 5 luglio nei pressi della stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova.
L'intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Verona è scattato dopo una segnalazione giunta al 112. Un cittadino aveva riferito della presenza di un uomo intento a colpire ripetutamente una bicicletta regolarmente parcheggiata nel piazzale della stazione, nel tentativo di impossessarsene.
Raggiunto il luogo indicato, i militari hanno individuato il sospetto che, alla vista della pattuglia, avrebbe assunto un atteggiamento aggressivo e poco collaborativo. Secondo quanto riferito dall'Arma, nonostante i ripetuti tentativi di riportare la situazione alla calma e procedere all'identificazione, il giovane avrebbe opposto resistenza, rendendo necessario l'utilizzo della pistola a impulsi elettrici in dotazione alle forze di polizia per bloccarne la condotta e consentire agli operatori di metterlo in sicurezza.
La successiva perquisizione personale avrebbe permesso di rinvenire, nascosti tra gli indumenti, un treppiede per cellulare utilizzato come strumento da scasso e un grosso lucchetto danneggiato, entrambi sottoposti a sequestro.
Il 23enne è stato quindi accompagnato negli uffici del Comando provinciale dei Carabinieri e, su disposizione della Procura della Repubblica di Verona, arrestato con l'accusa di tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo aver trascorso la notte nelle camere di sicurezza, è comparso davanti al giudice del Tribunale di Verona per l'udienza di convalida.
Il giudice ha convalidato l'arresto, disponendo nei confronti dell'indagato la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il procedimento è stato rinviato a novembre 2026 per consentire i termini a difesa.
L'Arma dei Carabinieri ha evidenziato come la tempestiva segnalazione al numero di emergenza 112 sia stata determinante per l'intervento delle pattuglie, ribadendo l'importanza della collaborazione dei cittadini nella prevenzione e nel contrasto dei reati predatori.
Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell'indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza.

