Cronaca di Redazione , 26/08/2026 8:00

Adiconsum Verona: risparmiatrice 79enne risarcita per un investimento non adeguato

Adiconsum Verona
Adiconsum Verona

La decisione dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie ribadisce che gli intermediari devono proporre investimenti realmente coerenti con il profilo e le competenze del cliente.

Un’importante pronuncia dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie riconosce le ragioni di una risparmiatrice veronese di 79 anni, assistita da Adiconsum Verona, alla quale era stata proposta un’operazione finanziaria non coerente con il suo profilo conservativo.

Con la decisione n. 8620 del 29 luglio 2026, l’ACF ha stabilito il diritto della ricorrente a ottenere un risarcimento di 6.899,33 euro, oltre alla rivalutazione e agli interessi legali, da corrispondersi entro trenta giorni.

La vicenda ha origine nel 2016, quando la risparmiatrice aveva sottoscritto, su consiglio del proprio intermediario bancario, una polizza assicurativo-finanziaria del valore di 100.000 euro. Nel 2018 era stato effettuato un ulteriore versamento di 40.000 euro.

La cliente risultava classificata con un profilo di investimento “conservativo”, corrispondente al livello di rischio più basso previsto, e presentava una limitata familiarità con prodotti finanziari complessi.

Nel marzo 2022 l’intermediario le aveva tuttavia proposto di modificare la gestione della polizza, passando da un percorso definito “protetto” a un percorso “guidato standard”. Il cambiamento aveva comportato l’investimento del 50% del capitale in strumenti caratterizzati da una maggiore volatilità, modificando significativamente il livello di rischio complessivo e generando, nel giro di pochi mesi, una perdita patrimoniale.

Di fronte al mancato riconoscimento delle proprie responsabilità da parte dell’istituto di credito, la risparmiatrice, con il supporto di Adiconsum Verona, si è rivolta all’Arbitro per le Controversie Finanziarie.

Nel corso del procedimento, l’intermediario ha sostenuto che l’operazione fosse formalmente adeguata sulla base delle profilazioni e delle valutazioni automatiche effettuate. Ha inoltre contestato alla cliente di non aver disinvestito tempestivamente, ipotizzando un suo concorso nella determinazione del danno.

L’ACF ha però riconosciuto la fondatezza delle contestazioni avanzate nell’interesse della risparmiatrice. Secondo il Collegio, le valutazioni di adeguatezza presentate dalla banca erano generiche, standardizzate e prive di una spiegazione concretamente riferita alle caratteristiche della cliente.

La documentazione fornita, inoltre, non illustrava in modo sufficientemente trasparente il profilo di rischio degli strumenti finanziari nei quali sarebbe stato trasferito parte del capitale, impedendo alla risparmiatrice di comprendere pienamente le conseguenze della modifica proposta.

La decisione ribadisce alcuni principi fondamentali per la tutela dei cittadini:

- le informazioni sugli investimenti devono essere chiare, specifiche e comprensibili;
- un cliente con profilo conservativo non può essere indirizzato verso prodotti incompatibili con la propria propensione al rischio;
- moduli standardizzati, algoritmi e profilazioni automatiche non esonerano l’intermediario dal valutare concretamente la situazione del cliente;
- la mancata vendita immediata dell’investimento non cancella le responsabilità dell’intermediario per le violazioni commesse al momento della consulenza.

«Questa pronuncia dimostra che la valutazione di adeguatezza non può ridursi a una firma su un modulo o al risultato prodotto automaticamente da un sistema informatico. Gli intermediari devono conoscere realmente il cliente e spiegare in modo comprensibile rischi, caratteristiche e possibili conseguenze dell’investimento proposto», sottolinea l’Avv. Silvia Caucchioli di Adiconsum Verona.

Il caso assume particolare rilievo anche in considerazione dell’età della risparmiatrice e della sua limitata esperienza in materia finanziaria. In situazioni come questa, il dovere di informazione e protezione dell’intermediario deve essere applicato con ancora maggiore attenzione.

La decisione dell’ACF rappresenta un precedente significativo per la tutela dei piccoli risparmiatori e conferma l’importanza di una consulenza finanziaria realmente commisurata alle caratteristiche, alle conoscenze e agli obiettivi del cliente.

Adiconsum Verona esprime soddisfazione per l’esito del ricorso e ribadisce il proprio impegno al fianco dei cittadini affinché il risparmio, soprattutto quello costruito nel corso di una vita, sia tutelato da pratiche poco trasparenti e da proposte di investimento non coerenti con il profilo del risparmiatore.