Cronaca di Redazione , 30/07/2026 7:39

Operazione della Gdf contro la prostituzione: misure cautelari anche in provincia di Verona

Prostituzione
Prostituzione

C'è anche la provincia di Verona tra i territori interessati dalla vasta operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia e condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato. Dalle prime ore della mattinata sono state eseguite ordinanze di arresti domiciliari e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di diversi indagati, ritenuti a vario titolo coinvolti in un'associazione per delinquere finalizzata alla gestione di una casa di prostituzione e allo sfruttamento della prostituzione di donne.

L'operazione ha visto l'impiego di oltre 50 operatori della Squadra Mobile della Questura di Brescia, del Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Desenzano del Garda e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Desenzano del Garda. Le misure cautelari sono state eseguite nelle province di Brescia, Mantova, Verona e Alessandria.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe promosso e gestito un'attività illecita all'interno di un noto locale di Lonato del Garda, nel Bresciano, trasformato di fatto in una casa di prostituzione. La struttura è stata sottoposta a sequestro preventivo con finalità impeditiva per interrompere la prosecuzione delle presunte attività illecite.

Le indagini, sviluppate tra febbraio e ottobre 2024 attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, avrebbero consentito di individuare un'organizzazione che avrebbe mascherato l'attività imprenditoriale dietro due enti formalmente senza scopo di lucro. Secondo l'ipotesi accusatoria, tali soggetti sarebbero stati utilizzati per autoriciclare i proventi derivanti dallo sfruttamento della prostituzione, maturati tra il 2021 e il 2024.

Gli inquirenti contestano inoltre ad alcuni degli indagati anche i reati di truffa ai danni dello Stato e omessa dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell'IVA. Sempre secondo la Procura, nonostante gli interrogatori preventivi, gli indagati avrebbero proseguito l'attività, limitandosi a modificare la ragione sociale del locale, circostanza che avrebbe motivato la richiesta delle misure cautelari personali e patrimoniali.

L'operazione rappresenta un intervento significativo anche per il territorio veronese, interessato dall'esecuzione delle misure nei confronti di alcuni dei soggetti coinvolti nell'inchiesta, confermando la dimensione sovraprovinciale dell'organizzazione investigata.

Come previsto dall'ordinamento, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità delle persone coinvolte dovrà essere accertata nel corso del processo e potrà essere dichiarata solo con una sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio della presunzione di innocenza.