Cronaca di Redazione , 17/06/2026 10:00

VIDEO | Omicidio di San Stino: uccide la zia a coltellate e tenta di dare fuoco al corpo

Omicidio San Stino di Livenza

Ha massacrato la zia con oltre venti coltellate, colpendola ripetutamente al collo e al torace. E poi ha tentato di dare fuoco al suo corpo, nel tentativo di cancellare le tracce di quanto aveva commesso.
Con il ritrovamento del corpo della 53enne Chiara Guerra, l'insegnante di scuola media uccisa giovedì 11 giugno dal nipote 17enne a San Stino di Livenza, emergono i dettagli delle violenze e degli orrori compiuti dal giovane.
Il cadavere della donna è stato recuperato dai Vigili del Fuoco martedì mattina nelle acque del fiume Loncon, un affluente del Lemene, a diversi chilometri dal punto in cui era stato gettato dal 17enne, trascinato dalle correnti. Il corpo era all’interno di un sacco.

L'arma del delitto, un coltello da cantiere, non è invece ancora stata ritrovata: il minore, secondo quanto riferito dagli inquirenti, avrebbe dichiarato di averla gettata nel corso d'acqua insieme con il cellulare della vittima.

Ora inquirenti ed investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e il contesto in cui è maturato l'omicidio. Il 17enne, reo confesso, è attualmente sottoposto a fermo, in una struttura del Trevigiano, per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Nella lunga confessione ha parlato di un rimprovero della zia come causa scatenante della sua furia omicida. Un diverbio, sempre secondo il suo racconto, che sarebbe giunto al culmine di gravi dissidi famigliari per la gestione del ricco patrimonio immobiliare e degli altri beni dei nonni del ragazzo.
Sul corpo della donna, nel corso del primo esame autoptico, sono evidenti segni di fendenti anche al volto, sulle braccia e sulle mani con cui ha probabilmente tentato di difendersi.

Un omicidio consumato nella legnaia di casa dove poi il ragazzo ha caricato il corpo della zia su una carriola per sbarazzarsene nel vicino canale Malgher. Gli schizzi di sangue su pavimento e pareti confermano, ancora una volta, l’accanimento.

I carabinieri, nel frattempo, stanno esaminando gli smartphone di tutta la famiglia. Sequestrate anche numerose schede Sd relative ad altrettante telecamere di sorveglianza delle vie vicine alla loro casa. L’obiettivo è quello di riuscire ad avere un quadro completo degli ultimi istanti di vita di Chiara Guerra e di ricomporre ciò che è successo subito dopo la sua uccisione: gli spostamenti, il trasporto del corpo con la carriola e tutti gli altri tasselli che compongono questo mosaico di sangue.

La comunità di San Stino di Livenza intanto resta sotto shock per l'accaduto. L'insegnante era molto conosciuta e stimata, punto di riferimento per generazioni di studenti.