Cambiamenti climatici, Cia Verona: "Servono strumenti per dare certezze agli agricoltori"

La tempesta di lunedì conferma la necessità, per gli agricoltori, di ricorrere a strumenti in grado di difendere le colture dai cambiamenti climatici: grandinate, piogge intense, eccessi di calore, gelate tardive, malattie e anticipi di produzione.
“Questi eventi mettono sempre più a rischio la stabilità produttiva delle aziende – sottolinea Mirko Sella, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona -. Le coperture agricole rappresentano oggi insieme un costo enorme e una necessità tecnica. Per questo servono strumenti capaci di dare certezze agli agricoltori, calmierare il prezzo delle materie prime agricole, affinché non superino una soglia sostenibile, evitando che i costi delle protezioni indispensabili inducano le aziende a ridurre o abbandonare le coltivazioni”.
Negli ultimi anni il costo di queste materie prime, strettamente legate all’energia e ai derivati del petrolio, è aumentato fortemente a causa delle crisi energetiche e delle tensioni internazionali. “Nel 2022 il film nero per la pacciamatura costava circa 1,20 euro al chilo – infoma Sella -, mentre oggi ha raggiunto 1,70 euro al chilo. Ancora più marcato l’aumento del nylon per coperture, passato da 1,80 euro al chilo agli attuali 2,70-2,80 euro al chilo. Le manichette per irrigazione hanno registrato rincari attorno al 30%, mentre elevato è stato anche l’aumento dei teli biodegradabili”.
L’agricoltura specializzata veronese, in particolare orticoltura, fragolicoltura e piccoli frutti, non può prescindere da teli di protezione, per pacciamatura, manichette per irrigazione, reti, film termici, tubi e materiali plastificati di sostegno. “Sono mezzi tecnici ormai indispensabili per garantire produttività e qualità delle produzioni – spiega il presidente -. I prezzi rimangono estremamente variabili al rialzo e dipendono dall’andamento del costo dell’energia e dalle tensioni geopolitiche. Anche altri fattori produttivi, indispensabili come i fertilizzanti, hanno subito rincari rilevanti: basti pensare all’urea, passata in pochi mesi da circa 40 a oltre 80 euro al quintale. Nonostante questo aumento generalizzato dei costi, gli agricoltori veronesi, paradossalmente, non hanno rinunciato all’utilizzo di coperture agricole. Il crescente ricorso a tunnel e sistemi di protezione è inoltre favorito dal costo sempre più elevato delle assicurazioni agricole, che anche quando agevolate risultano spesso difficili da sostenere”.
L’agricoltura scaligera ha sviluppato negli anni tecniche avanzate come microtunnel, film termici, irrigazione a goccia e teli riflettenti, combinando innovazione e contenimento dei costi anche attraverso il riutilizzo dei materiali. “Rimane però significativo il costo dello smaltimento dei film neri di pacciamatura, che può raggiungere i 25 euro al quintale – conclude Sella -. In una fase così delicata diventa indispensabile investire in materiali sempre più sostenibili, capaci di non lasciare microresidui e di resistere meglio al degrado Uv”.

