VIDEO | Allevamenti intensivi, la denuncia: "Polli cannibalizzati, lanciati e colpiti con pala"
Nuovo servizio di Report, su RaiTre, sulla gestione degli allevamenti intensivi di polli. I filmati sono stati catturati all'interno di una struttura situata nel territorio veronese, dove vengono gestiti circa 40mila volatili riproduttori. I video sono stati raccolti tra il dicembre 2025 e il gennaio 2026 da un ex dipendente per l'associazione "Essere Animali" all'interno della filiera Aia del Gruppo Veronesi.
"Le riprese mostrano operatori che colpiscono i volatili con pale di plastica dura e li scagliano violentemente contro le strutture metalliche per distanze superiori ai tre metri, provocando potenziali fratture alle zampe e allo sterno. In diversi casi, gli animali sono stati ripresi mentre venivano fatti roteare per il collo in procedure di abbattimento irregolari che non garantiscono una morte rapida e priva di dolore" denuncia l'associazione "Essere animali".
"Uno degli aspetti più cruenti emersi riguarda il cannibalismo tra esemplari ancora in vita, i quali presentano ferite profonde sulla pancia e sotto le ali. Tale fenomeno è strettamente connesso a una restrizione alimentare forzata che, secondo i pareri dell'Efsa, può ridurre la razione di cibo del 20-25% rispetto al fabbisogno naturale, portando i polli a una condizione di fame cronica che li spinge a beccare i propri simili. Oltre alle violenze fisiche, l'inchiesta ha evidenziato gravi carenze igieniche, con carcasse in stato di decomposizione lasciate tra gli animali vivi, aumentando il rischio di diffusione di agenti patogeni" spiega l'associazione. "Questo sistema produttivo si basa sull'impiego di razze selezionate per una crescita estremamente rapida, che raggiungono il peso di macellazione in circa 40 giorni. Tale accelerazione biologica comporta lo sviluppo del cosiddetto white striping, una patologia che si manifesta con strisce bianche di grasso e tessuto cicatriziale sul petto del pollo. Studi scientifici indicano che la carne affetta da questa condizione presenta un aumento dei grassi del 224% e una riduzione delle proteine del 9%".
"È inaccettabile che in una filiera con un grande volume d’affari e importante come quella dei polli da carne vi sia questa trascuratezza, con rischi sanitari gravissimi, animali malati abbandonati ad agonizzare senza cure e con chiari disturbi, che provocano seria difficoltà agli animali nel soddisfare bisogni primari come mangiare e bere - ha commentato Simone Montuschi, presidente di Essere Animali - Grazie al coraggio di un ex dipendente, i telespettatori hanno potuto vedere con i loro occhi cosa succede nella filiera di uno dei colossi della carne di pollo".
"Attualmente, circa nove polli su dieci in Italia provengono da allevamenti intensivi che utilizzano queste genetiche. Sebbene oltre 300 aziende in Europa abbiano già aderito allo European Chicken Commitment per passare a razze a crescita più lenta, gran parte della grande distribuzione organizzata italiana deve ancora allinearsi a questi standard minimi di benessere" chiosa L'associazione "Essere Animali".
LA RISPOSTA
All'inchiesta, il Gruppo Veronesi ha risposto con una lettera inviata a Report in cui l'azienda scrive di operare "con l’obiettivo di offrire ai propri clienti e consumatori una varietà di prodotti e diverse opzioni possibili tra allevamenti tradizionali, biologici o con caratteristiche specifiche come quelli a lenta crescita, tutti conformi alle normative in vigore che ne assicurano anche il benessere animale".
"Le attività di allevamento sono svolte primariamente da aziende agricole indipendenti, attraverso contratti di soccida che prevedono il rispetto della normativa igienico-sanitaria, del benessere animale e della conduzione dell'allevamento ispirata alla diligenza - si legge nel messaggio del Gruppo Veronesi - Tali aspetti sono oggetto di ripetute attività di sensibilizzazione e di formazione effettuate verso le aziende agricole indipendenti, oltre che di attività di monitoraggio e controllo da parte del servizio tecnico-veterinario aziendale. In un anno mediamente vengono impiegate oltre 2.700 ore di formazione specifica dedicata agli operatori del settore e vengono effettuate circa 10.000 visite presso le strutture dei soccidari da parte di personale altamente qualificato. Eventuali comportamenti individuali non in linea con gli standard del Gruppo sono da ritenersi assolutamente deformi e pertanto contrari agli accordi in essere" si legge nella nota.
"L'impiego di acqua e sale da cucina è un sistema di tradizione contadina la cui efficacia nel ridurre l'aggressività animale è dubbia e non è conforme alle regole di legge, risultando quindi contrario alle obbligazioni che gli allevatori assumono verso il Gruppo. Per quanto attiene a episodi di aggressioni e patologie, il Gruppo adotta misure idonee a ridurne l’impatto all'interno degli allevamenti nel rispetto della normativa e delle disposizioni delle autorità sanitarie competenti, incluse le pratiche di soppressione degli animali malati e feriti. Le razze impiegate sono le stesse utilizzate in circa il 90% negli allevamenti europei. Infine, si segnala che le infiltrazioni di tessuto connettivo o di grasso sono una caratteristica visiva che non incide in nessun modo sulla sicurezza alimentare o sui componenti nutrizionali del prodotto, il quale rimane conforme alla normativa vigente" chiosa il comunicato.

