Cronaca di Redazione , 22/04/2026 6:39

Morte Moussa, il poliziotto che sparò e un collega indagati per depistaggio

Moussa Diarra
Moussa Diarra

L'indagine su Moussa Diarra, ucciso da un poliziotto con un colpo di pistola nell'ottobre del 2024, deve andare avanti. Lo ha deciso la gip di Verona Livia Magri, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata lo scorso novembre dalla Procura e disponendo nuovi approfondimenti investigativi da eseguire entro sei mesi. 

La giudice, in particolare, ordina che si indaghi anche per depistaggio, reato che l'agente della Polfer accusato di omicidio colposo avrebbe commesso in concorso con un collega intervenuto a sua volta quella notte
Moussa, 26 anni, era stato colpito con un solo colpo al torace a pochi passi dalla stazione di Verona Porta Nuova. Nelle ore precedenti allo sparo il giovane aveva vagato per la città in stato di alterazione, incrociando anche una pattuglia della Polizia locale. Successivamente aveva sfondato la vetrata della biglietteria della stazione e a quel punto erano intervenuti gli agenti della Polfer. Vedendolo in possesso di un coltello, erano quindi stati sparati tre colpi, di cui uno lo ha centrato al torace. 

Nel provvedimento, la gip sottolinea "la delicatezza del caso" osservando che "allo stato la dinamica dei fatti è tutt'altro che chiara"
I filmati delle telecamere, infatti, sono stati utili "solo in minima parte" nella ricostruzione dell'accaduto, e inoltre "si riscontrano alcune lacune investigative" e "plurime 'anomalie' nella vicenda. 
In particolare, quindi, la giudice ordina di procedere con una serie di approfondimenti, tra cui una consulenza informatica per tentare di recuperare dai pc sequestrati "tutti i filmati di tutte le telecamere presenti in stazione", l'escussione di altri possibili testimoni, e il rinnovo della perizia balistica. 

La Procura, dopo circa un anno di indagini, aveva chiesto di archiviare il fascicolo in quanto l'agente avrebbe agito per legittima difesa perché aggredito dal giovane con un coltello. All'istanza si erano opposti i familiari del 26enne con i legali Fabio Anselmo, Paola Malavolta, Francesca Campostrini e Silvia Galeone. Per loro, l'agente aveva avuto un "comportamento gravemente negligente" e "imprudente", creando "una situazione di pericolo tale in cui è stato sacrificato il bene vita di Moussa Diarra".