Seminano il panico in un bar: poi, dopo l'arresto, si prendono a pugni in caserma

Mercoledì pomeriggio i Carabinieri sono intervenuti in Borgo Trieste e Borgo Venezia, su richiesta dei commercianti dei quartieri. Infatti era stata avvistata una coppia di individui che si aggirava con un atteggiamento definito “violento” tra le strade e gli esercizi commerciali: uno di questi inoltre era stato notato mentre impugnava un coltello. Le gazzelle dell'Arma si soni dunque dirette sul posto indicato, riuscendo ad intercettare i sospettati: uno è stato individuato all’interno di un negozio, mentre l'altro è stato bloccato a breve distanza da una seconda pattuglia della stazione di San Martino Buon Albergo, giunta in supporto.
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine grazie alla testimonianza di una barista, poco prima di venire fermati i due avrebbero seminato il panico: dopo aver tentato inutilmente di vendere uno zaino all’anziano titolare del bar, uno di questi sarebbe andato in escandescenze, insultando e spintonando l’uomo. Non soddisfatto, avrebbe poi scagliato un posacenere all'interno del locale, mandandolo in frantumi. In quel frangente, anche il secondo avrebbe partecipato alla violenza sferrando un calcio all’esercente.
Una volta accompagnati nella caserma di via D’Acquisto per gli accertamenti di rito, la situazione sarebbe degenerata in modo inaspettato: mentre si trovavano in sala d’attesa, infatti, uno dei fermati avrebbe improvvisamente aggredito l'altro con uno schiaffo al volto e un calcio. Al tempestivo intervento dei carabinieri per separarli, l’aggressore avrebbe poi rivolto la propria furia contro i militari, colpendoli con calci e spintoni e tentando persino di scagliare una sedia contro di loro. Nonostante la resistenza culminata in sputi, ingiurie e pesanti minacce di vendetta, l'uomo è stato bloccato dai militari.
Informata la procura, l'aggressore, un 43enne di origine tunisina, in Italia senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato con l'accusa di resistenza a un pubblico ufficiale. Il giudice ha convalidato il provvedimento e, in seguito alla richiesta dei termini a difesa, ha rinviato l'udienza a giugno, applicando la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

