Cronaca di Redazione , 17/03/2026 17:20

VIDEO | Regista accusato di molestare giovani attrici: rischia processo per violenza sessuale

Molestie e abusi nei confronti di due giovani aspiranti attrici, commesse durante un casting: è l'accusa nei confronti di un regista 54enne, comparso davanti al Gup di Verona per l'udienza preliminare nei suoi confronti. L'uomo rischia il processo per violenza sessuale. I fatti risalgono al luglio 2023 e sarebbero avvenuti in una località della provincia scaligera. Nell'udienza di ieri ci sono state le ammissioni delle parti civili, rappresentate dalle famiglie delle due ragazze, e assieme a loro anche dalle associazioni di tutela 'Differenza Donna' e 'Amleta'.

L'udienza è stata poi rinviata al 22 giugno prossimo. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Verona, l'uomo aveva organizzato due workshop nel veronese presentandosi come produttore e regista di due film, che non risultano essere stati mai realizzati. Come "responsabile del corso di formazione" avrebbe però abusato del potere che rivestiva in quel contesto, approfittando dell'inesperienza delle due giovani e costringendole a subire le molestie spacciandole per "esercizi" necessari allo scopo di diventare attrici più brave. Le ragazze, riferiscono le associazioni, hanno sporto denuncia dopo aver avuto la conferma di comportamenti tenuti dal 52enne in altre occasioni, da altre professioniste del mondo dello spettacolo.

"Si tratta di condotte lesive della dignità, dell'incolumità psicofisica delle artiste e della loro libertà di autodeterminazione", sottolineano Differenza Donna e Amleta. "Siamo molto soddisfatte - ha affermato l'avvocata Teresa Manente, che rappresenta le due giovani - del fatto che le associazioni siano state ammesse come parti civili. Ciò significa dare visibilità ad un fenomeno sommerso e purtroppo molto diffuso, quello delle violenze sessuali subite da donne nell'ambito del mondo dell'arte e dello spettacolo".

Per Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna, "il nostro obiettivo è di liberare ogni ambiente della violenza maschile contro donne e giovani donne; siamo vicine alle attrici e alle artiste di ogni ambiente teatrale, musicale e del cinema. Insieme possiamo aumentare la nostra consapevolezza e liberare ogni spazio e ambiente perché ognuna di noi possa affermarsi per le proprie competenze e le proprie abilità".

La presidente di Amleta, Cinzia Spanò, sottolinea che "l'ammissione come parte civile in questo processo è un ulteriore passaggio che ci permette di riaffermare il nostro impegno nella tutela dei diritti delle attrici”.