Prima della strage, Franco Ramponi accusato di calunnia

E’ fissata al Tribunale di Verona l’udienza per Franco Ramponi, il 65enne coinvolto con il fratello Dino e la sorella Maria Luisa nella strage di Castel d’Azzano del 14 ottobre, costata la vita a tre carabinieri.
L’uomo - come riporta il “Corriere di Verona” - deve rispondere dell’accusa di calunnia, per aver denunciato due persone nel marzo 2024 (un anno e mezzo prima della strage) che avrebbero invaso uno dei suoi terreni, danneggiandolo.
Ramponi aveva sporto denuncia dai Carabinieri anche per furto, sostenendo che sarebbe sparito del legname.
Ma il terreno al centro della denuncia in realtà era stato venduto all’asta nel dicembre del 2023: se lo era aggiudicato un agricoltore che aveva incaricato una ditta di eseguire alcuni lavori. Di qui la denuncia presentata da Franco Ramponi, che con il suo legale sostiene che il nuovo proprietario avrebbe versato solo un acconto, con il trasferimento della proprietà dei terreni che sarebbe avvenuta solo dopo la denuncia.
Franco Ramponi, ha deciso di affrontare il rito abbreviato, davanti al Gip Paola Vacca.
Il 65enne è detenuto nel carcere di Vicenza, assieme al fratello e alla sorella per la strage di Castel d’Azzano deve rispondere dei reati di strage, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale.

