Ex Macello, allarme degrado e droga: appello alla città per non lasciare soli i giovani

Una zona dal grande potenziale, ma da tempo segnata da criticità e fragilità sociali. L’area dell’ex Macello, nel quartiere Filippini, torna al centro dell’attenzione per episodi di degrado e consumo di sostanze stupefacenti, segnalati da frequentatori e residenti che chiedono un intervento concreto delle istituzioni.
Negli anni, questo spazio ha vissuto una progressiva perdita di vitalità: diverse attività commerciali hanno chiuso, lasciando il posto a poche realtà che continuano a resistere. Oggi a mantenere viva la zona contribuiscono iniziative come Campagna Amica, la mensa universitaria e alcune attività culturali ospitate alla Sala Birolli, che attirano un pubblico motivato più dalla qualità delle proposte che dalla comodità del contesto.
Nonostante i tentativi di riqualificazione e le misure adottate negli anni – come la chiusura di alcune aree per prevenire occupazioni abusive – persistono situazioni problematiche, soprattutto negli spazi limitrofi ai servizi pubblici. In particolare, la zona dei bagni, gestiti da Cooperativa Il Samaritano, è diventata un punto di ritrovo non sempre legato all’utilizzo previsto: tra scambi informali, soste prolungate e usi impropri degli spazi, si registrano comportamenti che contribuiscono a un clima di trascuratezza.
A preoccupare maggiormente è però la situazione della piazzetta interna, dove – secondo alcune testimonianze – gruppi di adolescenti, talvolta anche minorenni, si ritrovano abitualmente durante il pomeriggio. «Negli ultimi tempi la situazione è peggiorata», racconta un frequentatore abituale che ha scelto di restare anonimo. «Si vedono ragazzi che trascorrono ore consumando sostanze, con una presenza quasi costante nel corso della settimana».
Secondo quanto riferito, si tratterebbe di piccoli gruppi, apparentemente tranquilli nei modi, ma coinvolti in un consumo continuativo. A questo si aggiungerebbe un via vai sospetto di adulti, che frequentano l’area in modo intermittente, alimentando ulteriori timori.
L’uomo ha già segnalato la situazione agli enti competenti, alla circoscrizione e anche all’amministrazione comunale, chiedendo interventi mirati non solo per la sicurezza, ma anche per la tutela dei più giovani. «Non si tratta solo di ordine pubblico», sottolinea, «ma di responsabilità sociale: questi ragazzi hanno bisogno di essere aiutati, non ignorati».
Il tema della sicurezza si intreccia con quello del decoro urbano. Alcuni residenti lamentano infatti la presenza diffusa di rifiuti, in particolare nella zona delle scalette che collegano ponte Aleardi alla piazzetta: mozziconi di sigaretta, cartacce e resti di cibo si accumulano nonostante la presenza di cestini.
Il quadro che emerge è quello di un’area sospesa tra tentativi di rilancio e difficoltà persistenti. Da un lato iniziative culturali e servizi che cercano di restituire centralità a uno spazio storico della città; dall’altro, criticità che rischiano di comprometterne la fruibilità e la sicurezza.
La richiesta che arriva da chi vive e frequenta quotidianamente l’ex Macello è chiara: più attenzione, più presenza e un’azione condivisa tra istituzioni e comunità. Perché il recupero di questi luoghi passa non solo dalla riqualificazione degli spazi, ma anche dalla capacità di prendersi cura delle persone che li abitano.

