Pensioni gonfiate per errore, l'INPS chiede indietro i soldi

“Per un errore dell’INPS non possono pagare i cittadini. L’INPS si rivolga al MEF o la politica risolva il problema per evitare pensioni decurtate in modo massiccio in un solo mese” così Marco Carlomagno, segretario della FLP (il sindacato dei dipendenti pubblici) interviene sul caso dei 15mila pensionati che, nel marzo 2025, si sono ritrovati con un assegno mensile più alto del solito - di quasi mille euro - a causa di un disguido tecnico dell’Istituto di Previdenza Sociale emerso durante i controlli periodici effettuati dall’ente. Errore che ora, ad aprile, potrebbe gravare fortemente sulle tasche di 15mila cittadini con una pensione tra i 20 e i 40mila euro annui.
“La possibilità di rateazione per restituire i soldi in più è valida, stando all'INPS, solo per pensionati che ricevono meno di 1000 euro al mese - spiega Carlomagno - che l'INPS ha stimato essere circa 100 su 15mila ma noi di Flp riteniamo questa scelta profondamente ingiusta e auspichiamo che la possibilità di rateizzazione sia estesa a tutti”. Il problema, infatti, specifica Carlomagno “non riguarda solo chi ha una pensione tra i 600 e i 1000 euro al mese, ma anche chi guadagna 1400-1500 euro al mese e che, se si vedesse decurtare 1000 euro in un solo mese, rimarrebbe comunque con poche centinaia di euro”. La detrazione errata, infatti, ha riguardato persone con una pensione tra i 20 e i 40 mila euro.
“Essendo un errore dell'INPS e considerando che i soldi, anche in più tranche, sarebbe comunque restituiti entro la fine dell’anno all’INPS - dice Carlomagno - crediamo sia corretto non penalizzare i cittadini ma anzi agevolarli nella riconsegna dei soldi, rateizzandola per tutti”.

