Cronaca di Redazione , 11/03/2026 18:14

Cagnolina uccisa, Enpa denuncia: "Pronti a costituirci parte civile"

Cane ritrovato nel sacchetto
Cane ritrovato nel sacchetto

Una cagnetta è stata ritrovata senza vita in un bosco a nord di Verona, chiusa in un sacco nero dopo essere stata presumibilmente picchiata a morte. Per questa vicenda una coppia veronese è stata denunciata dalla Polizia provinciale con l’accusa di uccisione di animale. l’Ente Nazionale Protezione Animali ha già attivato il suo ufficio legale per presentare denuncia e costituirsi parte civile nel processo. Il corpo dell’animale è stato scoperto da un cacciatore che, notando un sacco dal quale spuntava la coda della cagnetta sul fondo di una scarpata, ha immediatamente allertato la Polizia provinciale. Gli agenti intervenuti sul posto hanno riscontrato evidenti ferite alla testa della femmina, di taglia media, avviando subito le indagini. Grazie al microchip è stato possibile ricostruire la storia dell’animale: la cagnetta, ceduta anni fa dai proprietari originari, sarebbe stata affidata alla coppia ora indagata. Gli accertamenti forensi eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie avrebbero inoltre evidenziato che l’animale era stato sottoposto a un esame ecografico e soffriva di un tumore, circostanza che – secondo gli investigatori – potrebbe aver portato alla decisione di sopprimerla con violenza, colpendola ripetutamente alla testa, prima di abbandonarne il corpo nel bosco.

«Siamo di fronte a un fatto di una crudeltà intollerabile – dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi –. Se le accuse saranno confermate, questa povera cagnetta non solo è stata privata della vita, ma è stata uccisa con una violenza spaventosa e poi gettata via come un rifiuto. È un gesto che rivela un totale disprezzo per la vita e per la sofferenza di un essere indifeso». «Un animale malato – prosegue Rocchi – ha bisogno di cure, assistenza e rispetto. Anche quando le condizioni sono gravi esistono procedure veterinarie e percorsi etici per evitare sofferenze. Scegliere invece la strada della violenza è un atto barbaro che deve essere perseguito con la massima severità».

Enpa ringrazia la Polizia provinciale di Verona per il lavoro investigativo svolto e il cittadino che ha segnalato il ritrovamento, sottolineando come la collaborazione dei cittadini sia fondamentale per far emergere e contrastare i reati contro gli animali.

«Chi commette o copre queste violenze deve sapere che non resterà impunito – conclude Rocchi –. Continueremo a batterci perché la giustizia faccia il suo corso e perché episodi così atroci non vengano mai più tollerati nella nostra società».