Cronaca di Redazione , 06/03/2026 10:00

Il sito archeologico all'ex cinema Astra acquistato dal Ministero

Foto

Ieri a Verona è stato stipulato l’atto d’acquisto da parte del Ministero della Cultura dell’ex cinema Astra, dove durante i lavori per la realizzazione di un garage nel 2004 è stato scoperto un importante sito archeologico di epoca romana, risalente al II secolo dopo Cristo. 

Il rogito è stato sottoscritto dopo il sopralluogo effettuato dal ministro delle Cultura, Alessandro Giuli, accompagnato dal sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha fortemente sostenuto questo progetto, concretizzando l’acquisto ministeriale dalla famiglia romana D’Ignazio, già proprietaria della Multisala Rivoli in Bra.  

Così un ex cinema, risalente agli anni ’30, chiuso dal 2001, diventerà una “piccola Pompei”, visitabile da tutti gli ospiti della città. “Tutto lo staff dirigenziale del Ministero e della Soprintendenza esprime un grande amore per la cultura, una cultura viva - ha detto il ministro Alessandro Giuli - e negli occhi del sottosegretario Mazzi avete visto l’amore per Verona. Questa è una combinazione vincente”.

“Questo sito - ha spiegato - non sarà un museo, ci riappropriamo di un bene straordinario, meraviglioso, la più ricca struttura ricettiva mai scoperta, in un luogo vivo di ospitalità, che nel frattempo negli anni ’30 del secolo scorso era diventato un luogo di socialità e di visione di film. Verona si riappropria della possibilità di godere della bellezza di un luogo sotto il quale c’è un sito archeologico di straordinaria importanza che non resterà inerte e muto e si conoscerà la bellezza antica, alle porte della città”. 

L’acquisizione dell’ex cinema è costata al ministero “svariati milioni” come ha sottolineato Alessandro Giuli. Presenti alla stipula dell’atto anche Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, e Fabrizio Magani, direttore generale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza erano presenti il Soprintendente Andrea Rosignoli e Brunella Bruno. 

“Credo che si stia facendo un grande regalo alla città - ha osservato il sottosegretario Gianmarco Mazzi, a tutti i veronesi e ai turisti che vengono da tutto il mondo. Abbiamo recuperato un sito di fatto degradato, nel cuore del centro storico, a pochi passi dall’Arena e accanto a quello che in epoca romana era il Decumano Massimo. Diventerà un luogo di aggregazione, che possiamo definire lo “Star Gate” di Verona, che potrà ospitare anche eventi culturali e musicali, se pensiamo al grande legame che può essere messo in atto con la Fondazione Arena di Verona”. 

I responsabili del Ministero della Cultura e della Soprintendenza hanno spiegato che sono in definizione i dettagli per una più ampia valorizzazione del sito e per il suo recupero, ma il progetto esecutivo sta già entrando nel vivo.
“L’impegno per valorizzare questo luogo qual è? - ha aggiunto il ministro Giuli - E’ cercare di dare un’offerta culturale variegata, diversificata nella città di Verona. Oggi qui c’è anche la sovrintendente dell’Arena, Cecilia Gasdia, siamo tutti in famiglia qua, ma ci sarà sicuramente un tessuto connettivo che terrà insieme l’eccellenza dell’Arena di Verona con un luogo del genere: unisce la cultura l’antico, ma anche la fruizione contemporanea di uno dei luoghi più belli e più antichi del mondo dove si fa culture, spettacolo, in cui si fa la stessa cosa”. 

Quanto alle tempistiche per completare questo innovativo e accurato intervento di ristrutturazione, il ministro della Cultura ha spiegato che “sarà prima possibile. Tutte le linee di rifornimento sono a disposizione, il Ministero della Cultura ha fatto la sua parte, per aprire il cantiere e metterlo a disposizione della cittadinanza".

Gallery