Cronaca di Redazione , 16/02/2026 20:43

Maltrattamenti all'asilo, dal Gip parla solo la presidente: "Io non ero presente"

Asilo Baby Island

Si sono avvalse della facoltà di non rispondere le tre educatrici accusate di maltrattamenti in concorso e lesioni nei confronti di bambini dell’asilo nido nel quartiere Filippini, a Verona, in cui lavoravano. La struttura è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri che hanno condotto l’indagine, anche con l’ausilio delle riprese con telecamere nascoste, coordinata dal pubblico ministero Federica Ormanni.

In Tribunale nell’interrogatorio davanti al Gip Maria Cecilia Vitolla, anche una delle due titolari dell’asilo nido non ha rilasciato dichiarazioni. Solo l’altra titolare, una 50enne originaria di Trento, legale rappresentante della cooperativa che gestisce il nido, ha risposto alle domande delle Gip e, come ha confermato uno dei suoi legali, ha precisato non non essere stata presente negli episodi contestati dalla Procura e ripresi nei video degli investigatori. 

I piccoli, in totale 42 quelli ospitati nella struttura, hanno un'età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni. I militari hanno esaminato i filmati della videosorveglianza per circa un mese, effettuati di nascosto nel nido. Nei filmati gli investigatori hanno visto trascinare i piccoli da un luogo all'altro, con strattonamenti e spintoni, tirate di capelli, scappellotti, schiaffi, pizzicotti. Altre volte i bambini venivano messi in punizione negli angoli della sala, oppure legati alle seggioline all'ora del pasto o fatti rivoltare violentemente nei loro lettini. Un piccolo aveva una lesione a un labbro, da accertare se causata dai maltrattamenti.    

In un'occasione si è vista una maestra lanciare una seggiolina contro un muro dopo aver sgridato una bambina, mettendole poi di forza il ciuccio in bocca e un peluche in mano. Le telecamere hanno anche documentato un'altra bimba costretta a dormire in uno sgabuzzino buio. Su istanza della Procura della repubblica accolta dal Gip, i militari hanno eseguito anche la misura cautelare dell'interdittiva di esercizio della professione, per la durata di un anno, nei confronti delle cinque indagate.