Cronaca di Redazione , 04/02/2026 7:30

Associazioni e cooperative scrivono al Comune: Stop agli sgomberi dei senza tetto

Lo sgombero all’ex scuola di Quinzano
Lo sgombero all'ex scuola di Quinzano

Con una lettera inviata al sindaco Tommasi, agli assessori e ai consiglieri di maggioranza, un gruppo di associazioni è intervenuta in seguito allo sgombero nella ex scuola in via Villa a Quinzano per sottolineare che si compiono interventi focalizzati sulla “priorità della sicurezza e dell’ordine pubblico, senza che contestualmente vengano attivate azioni che riporti al cuore delle problematiche da affrontare anche la dimensione umana e sociale che ne coinvolge pesantemente le sorti”. 
Nella lettera, firmata - tra gli altri - da Ronda della Carità, Laboratorio Autogestito Paratodos, Circolo Pink, Cooperativa La Milonga ed altre Coop e Associazioni Odv, si rileva che “questi interventi, che riguardano persone senza dimora e con fragilità segnalate in vari ambiti da tempo, necessitino di un preventivo piano emergenziale che prospetti alle persone coinvolte la possibilità di una alternativa dignitosa seppur temporanea”. 
 

Le associazioni non nascondono “che l’intervento di sgombero è stato vissuto con sofferenza e rabbia da molte persone e volontari con le quali noi siamo quotidianamente a contatto: quelle persone che costituiscono la “Verona della solidarietà” che tanto ha contribuito alla svolta politica del 2022. Ecco perché ritorna “prepotentemente” l’invito milaniano di “sortirne insieme”, per tentare di affrontare la complessità della vita di persone fragili unendo tutte le risorse presenti nel nostro territorio e nella nostra città”.
La lettera prosegue: “L’impegno diretto del Sindaco, nel pomeriggio di venerdì, di fronte ai rappresentanti delle associazioni che avevano pacificamente “occupato” la sala degli Arazzi, è stato importate per tutti noi, permettendoci di trovare una soluzione temporanea, ma comunque preziosa, per le persone più fragili tra quelle sgomberate".


Nella lettera vengono avanzate cinque proposte per affrontare subito, in questo inverno, la condizione vissuta da centinaia di persone senza dimora che gravitano sul territorio comunale:  
- nessun nuovo sgombero senza che siano state preventivamente individuate delle alternative sicure e dignitose per gli occupanti; 
- se, rispetto ad edifici abbandonati ed usati dalle persone senza dimora, vi fossero segnalazioni di situazioni particolarmente rischiose sotto il profilo della sicurezza o dell’igiene, fare intervenire, prima della forza pubblica, l’Unità di Strada e le realtà del terzo settore in grado di dialogare con gli occupanti e di fornire supporto e indicazioni per eliminare questi rischi;
- allestire ulteriori posti letto in strutture di accoglienza, preferendo soluzioni che non vedano la concentrazione di troppe persone nella stessa struttura, utilizzando edifici di proprietà del Comune o di altri enti locali, o stipulando convenzioni con enti religiosi o con privati;
- dotare il Comune di un piano emergenziale da attivare immediatamente, insieme alla Protezione Civile, in caso le condizioni meteorologiche diventino preoccupanti per chi vive in strada; 
- attivare un dialogo continuativo, che coinvolga tutte le realtà sociali, ripartendo dalle proposte che il “Coordinamento Abitare Verona” (che raggruppa 19 di associazioni e cooperative sociali), ha avanzato al Comune fin dal gennaio 2024. 

La lettera conclude auspicando una convocazione a Palazzo Barbieri: “Sapendo che il tema dell’ homelessness si intreccia con quello della condizione delle persone con background migratorio, poiché sono proprio i migranti, in percentuali crescenti anno dopo anno, a vivere il dramma di non avere un tetto sulla testa e ad essere destinatarie di progetti condivisi ma spesso anche vittime di sgomberi, di insicurezza permanente, di ricatti e sfruttamento nei luoghi di lavoro, di uso di sostanze e di dipendenze, di precarietà documentale, di fragilità psicologica e disturbi psichiatrici. Sono i temi che lo stesso Sindaco ha dimostrato di conoscere bene quando ha ricordato la vicenda di Moussa Diarra, in occasione dell’accensione della stella di luce nella stazione di Porta Nuova nel Natale 2024”.