VIDEO |Il negozio Coin chiuderà a luglio, i sindacati chiedono tavolo al Ministero
Si aggrava" la crisi del gruppo Coin e i sindacati chiedono con urgenza l'apertura di un nuovo tavolo di confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy: è quanto sollecitato dalle organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs dopo l'ultimo incontro con la direzione aziendale, tenutosi ieri, mrcoledì 18 febbraio.
"I dati illustrati dalla direzione societaria delineano un quadro fortemente critico e mettono in discussione la tenuta del piano di risanamento varato lo scorso anno. Nonostante l'aumento di capitale del settembre 2025, i risultati dell'ultimo esercizio si sono chiusi con un andamento pesantemente negativo. A preoccupare ulteriormente - proseguono i sindacati - è l'annuncio di nuove chiusure legate a sfratti esecutivi che coinvolgeranno tre punti vendita storici: Roma Cola di Rienzo, con cessazione prevista il 4 aprile 2026, Milano Corso Vercelli e Verona, entrambe con chiusura programmata per il 31 luglio 2026". Scelte che, secondo le organizzazioni sindacali, "appaiono incompatibili con un reale percorso di rilancio e rischiano di configurare una progressiva ritirata strategica del marchio". Oltre alle chiusure, l'azienda - riferiscono ancora le tre sigle - ha prospettato l'attivazione di ammortizzatori sociali o strumenti di flessibilità per altre sedi, tra cui Cinecittà e San Giovanni a Roma, Mestre e Firenze.
"Non si può parlare di rilancio mentre si chiudono negozi storici e si scarica il peso della crisi su lavoratrici e lavoratori che hanno in media oltre vent'anni di anzianità aziendale - dichiarano Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs -. È indispensabile fare piena chiarezza sulla reale tenuta del piano industriale e mettere al centro la salvaguardia occupazionale. Per questo abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di un tavolo al Mimit: serve un confronto istituzionale che garantisca trasparenza, responsabilità e tutela di ogni singolo posto di lavoro".

