L’avvocato dell’agente che ha sparato: “Non è vero che Moussa fosse inseguito dai poliziotti”

“In merito ai contenuti diffusi sui social sulla morte di Moussa Diarra alla stazione di Verona Porta Nuova, è necessario correggere gravi inesattezze e falsità. Non è assolutamente vero che il ragazzo fosse inseguito dai poliziotti: sono stati invece gli agenti della Polfer ad essere stati improvvisamente aggrediti da Moussa, armato di coltello e in rapida avanzata verso di loro. Non corrisponde al vero neppure il fatto che il poliziotto abbia poi sparato per difendersi tre colpi “ad altezza uomo”: un colpo è stato esploso in aria come avvertimento che però non ha sortito alcun effetto, un secondo ha attraversato il cappuccio della felpa conficcandosi nella vetrata di fronte e il terzo proiettile ha attinto il braccio sinistro, deviando poi – dopo aver perforato il marsupio con telefono e portafoglio – verso il torace e infine il cuore”. Lo scrive Matteo Fiorio, avvocato difensore del poliziotto che ha sparato a Moussa Diarra.
“Questa dinamica, accertata dagli inquirenti, è incompatibile con l’idea di una volontà di “sparare al cuore” come falsamente sostenuto da Ilaria Cucchi. Il video, inoltre, non é completo e tagliato ad arte. Il dolore per la morte di Moussa Diarra è profondo e va rispettato, ma il confronto pubblico deve svolgersi sui fatti ricostruiti negli atti ufficiali, nel rispetto della verità e della dignità professionale dell’agente, che ha agito per difendere la propria incolumità” chiosa l’avvocato.

