Cronaca di Redazione , 11/02/2026 9:00

Chiuso per maltrattamenti asilo nido privato: 5 maestre indagate

Asilo Baby Island

È stato chiuso per maltrattamenti un asilo nido privato in quartiere Filippini. I carabinieri sono intervenuti dopo la segnalazione di una tirocinante. Sulla vicenda indaga la Procura di Verona.

I Carabinieri di Verona sono intervenuti martedì pomeriggio. Cinque maestre sono indagate ed è stato disposto nei loro confronti il divieto temporaneo di esercizio della professione per la durata di un anno. L'asilo al momento è stato chiuso ed è sotto sequestro. Il provvedimento giunge al termine di una complessa, quanto delicata, attività d'investigazione avviata nel dicembre 2025 dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, i quali hanno disvelato uno scenario di maltrattamenti ai danni di numerosi bambini di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni.

Le attività d'indagine, basate prevalentemente da videoregistrazioni, hanno documentato condotte qualificate come maltrattamenti. Da strattonamenti a spintoni, fino a schiaffi e scappellotti. Inoltre i bambini venivano anche colpiti al volto e al corpo, afferrando loro la faccia con le mani e tirando loro le orecchie.

Inoltre i bimbi venivano spesso minacciati ed erano anche legati alle seggioline all'ora del pasto. In un episodio una maestra ha lanciato una seggiola contro il muro. E in molti casi non venivano puliti dopo che avevano fatto i bisogni in bagno.

"Parallelamente all'esecuzione delle misure personali, la polizia giudiziaria veronese ha proceduto al sequestro dell'immobile in esecuzione di un decreto emesso da questo Ufficio. Il vincolo sulla struttura è stato disposto con la duplice finalità di interrompere immediatamente le condotte criminose e di preservare integralmente lo stato dei luoghi, permettendo lo svolgimento di approfonditi accertamenti. La Procura della Repubblica e l'Arma dei Carabinieri restano come sempre a disposizione di tutti i genitori - in questo momento giustamente preoccupati  - che vogliano collaborare per la ricerca della verità. Mi corre obbligo ribadire che le indagini preliminari sono ancora in corso e l'applicazione della misura interdittiva non è ancora elemento idoneo per affermare con certezza la responsabilità delle indagate" scrive in una nota il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito.