Cronaca di Redazione , 06/11/2025 19:48

Jessica Cugini: La morte di Moussa merita un processo. E' polemica

Moussa Diarra

Non si placano le polemiche dopo l'annuncio della Procura che ha chiesto l'archiviazione per il poliziotto indagato per la morte di Moussa Diarra, un anno fa davanti alla stazione di Porta Nuova.

Jessica Cugini, capogruppo di Sinistra in Comune, ha pubblicato un post su Facebook:


“Non sta a noi sostituirci alla Procura. Ma non possiamo non esprimere sconcerto verso l’agire di una Procura che, ancor prima di informare legali e famiglia, si affretta a comunicare alla stampa la propria richiesta di archiviazione nei confronti del poliziotto della Polfer indagato per l’ipotesi di omicidio di Moussa Diarra.
Sconcerto, che si somma a quello provato un anno fa quando, lo stesso giorno dell’uccisione di Diarra, la stessa Procura fece un comunicato congiunto con la Questura, mettendo insieme la parte che indaga con quella indagata, e supponendo, oggi come allora, una legittima difesa e una proporzionalità tra un coltello da cucina con lama seghettata di circa undici centimetri e una pistola.
Oltre a restare, come scrive il procuratore di Verona, Raffaele Tito, “inalterato il senso di dolore per la morte così drammatica di un giovane di 27 anni”, per cui non si sente neanche la necessità tanto formale quanto umana, di informare famiglia e legali, per noi resta inalterato il sentimento di giustizia e verità che avvolge questa morte che necessita di un processo vero.
Perché, lo ricordiamo, la richiesta della Procura è solo la prima parte di un percorso, ora spetta al Gip, Giudice indagini preliminari, decidere come prosegue la vicenda giudiziaria. 
Resta che il comunicato della Procura non porta luce a vari elementi oscuri di questa vicenda. Elementi che ci saranno più chiari quando si avrà contezza degli atti. 
A oggi, ci auguriamo che la richiesta di archiviazione sia rigettata e che si vada in tribunale”. 

Il deputato di Fratelli d’Italia, Marco Padovani, ha replicato: 

“parole scritte su facebook dalla consigliera di maggioranza del Comune di Verona Jessica Cugini sul caso Diarra sono gravissime e inaccettabili. Siamo di fronte all’ennesimo tentativo della sinistra veronese di mettere sotto accusa la Procura, insinuando dubbi sull’operato della magistratura e delegittimando, ancora una volta, le Forze dell’Ordine.

Un rappresentante delle istituzioni non può permettersi di “suggerire” alla magistratura come dovrebbe agire, né di attaccare pubblicamente e in modo strumentale chi sta svolgendo il proprio lavoro con rigore e indipendenza. Il rispetto della separazione dei poteri è un pilastro della nostra democrazia: chi ricopre un incarico pubblico dovrebbe saperlo.

Colpisce un altro aspetto: ancora una volta, da parte della sinistra veronese non c’è stata una sola parola di solidarietà verso gli agenti della Polfer, che quel giorno si sono trovati a fronteggiare un uomo armato, in un contesto di pericolo e tensione. Mai una volta hanno provato a mettersi nei panni di chi rischia la vita ogni giorno per garantire la sicurezza dei cittadini.

Questo atteggiamento conferma una deriva ideologica che, per puro pregiudizio politico, cerca costantemente di colpevolizzare la Polizia e chi indossa una divisa. Una sinistra che parla di giustizia, ma usa la giustizia come clava per scontrarsi con le istituzioni dello Stato.

Il percorso giudiziario farà il suo corso – come è giusto che sia – e nessuno qui intende sostituirsi alla magistratura. Ma proprio per questo, chiediamo rispetto verso chi indaga e verso chi serve lo Stato con disciplina e onore.

La consigliera Cugini dovrebbe riflettere sulla gravità delle sue affermazioni e scusarsi con la Procura e con la Polizia di Stato. Verona merita istituzioni responsabili, non chi getta benzina sul fuoco per ideologia”.