Cronaca di Redazione , 28/08/2025 7:13

Notte di violenza: due rapine in poche ore, in carcere 30enne

Carabinieri
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Una notte di violenza, due episodi ravvicinati e un solo responsabile: un uomo, disoccupato e con precedenti, è stato arrestato dopo aver messo a segno due rapine nel giro di poche ore, una delle quali con una brutalità tale da rendere inevitabile un provvedimento restrittivo immediato.

Tutto ha inizio nel quartiere di San Massimo, quando un giovane 30enne di origine marocchina contatta il numero d’emergenza per richiedere l’intervento delle Forze dell’ordine. All’arrivo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Verona, l’uomo sorprende tutti: confessa spontaneamente di aver appena rapinato quattro ragazzi minorenni nei giardini pubblici di via Circonvallazione Raggio di Sole. Il racconto è agghiacciante: il rapinatore si era avvicinato ai giovanissimi seduti su una panchina, aveva estratto un coltello di 15 centimetri e li aveva costretti, sotto minaccia, a consegnare i loro cellulari e i codici di sblocco. Dopo essersi allontanato, li aveva persino minacciati di non seguirlo, altrimenti “sarebbe andata peggio”. Ai Carabinieri consegna tre dei quattro telefoni: il quarto, spiega senza remore, lo ha barattato con una dose di cocaina, già consumata. Ma l’episodio non si chiude qui. L’uomo racconta anche di aver tentato, poco dopo, un furto in abitazione nello stesso quartiere. Salito al terzo piano di un palazzo, ha cercato di forzare la porta di un appartamento. Solo le urla del proprietario dall’interno lo hanno messo in fuga.

Si potrebbe pensare a un momento di resa e pentimento, ma la realtà è ben diversa. Solo poche ore più tardi, dopo essere stato denunciato per gli episodi raccontati ed essere stato messo in libertà, l’uomo si rende protagonista di una seconda rapina, questa volta con una violenza ancora più inaudita. Una donna viene sorpresa alle spalle, buttata a terra e colpita con un calcio all’addome, prima che l’aggressore riesca a strapparle lo zaino. Il pronto intervento delle Volanti della Questura di Verona consente agli agenti di rintracciare il responsabile e recuperare la refurtiva. A quel punto, il quadro è chiaro: l’uomo non solo aveva confessato un crimine, ma ne aveva subito commesso un altro, più violento e sprezzante.

Alla luce dell’accaduto, l’Autorità Giudiziaria scaligera ha disposto l’immediata misura cautelare, ritenendo evidente la pericolosità sociale del soggetto, la sua instabilità e la propensione a reiterare condotte violente, nonostante l’apparente collaborazione iniziale.