Dichiarazione finale G7 Parlamenti: "Condanna all'illegale guerra di aggressione all'Ucraina"

"Rinnoviamo fermamente la condanna della guerra illegale d'aggressione della Russia contro l'Ucraina, a cui va la nostra incondizionata solidarietà nella sua lotta per l'indipendenza e la ricostruzione. Ribadiamo che le entità che facilitano l'acquisizione da parte della Russia di prodotti o equipaggiamenti per la sua base industriale di difesa sostengono azioni che minano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina". Lo afferma la dichiarazione finale del G7 dei Parlamenti che si è svolto a Verona.
"In questo contesto - si legge nel testo sottoscritto dai presidenti delle Camere basse dei sette Paesi -, esprimiamo la nostra forte preoccupazione per i trasferimenti verso la Russia, da parte di aziende cinesi, di materiali e componenti a duplice uso per armi e equipaggiamenti per la produzione militare. Auspichiamo che il messaggio lanciato dallo svolgimento in Svizzera del Summit per la Pace in Ucraina (15-16 giugno 2024) porti al rispetto dell'indipendenza e della sovranità dell'Ucraina per far cessare la violenza non provocata, in linea con quanto previsto dal diritto internazionale".
"La violazione del diritto internazionale e il disprezzo per la vita umana da parte della Russia, ulteriormente alimentati dalle conseguenti minacce alla sicurezza energetica e a quella alimentare nonché dall'irresponsabile retorica nucleare, sono tra i fattori, insieme ad altri, che stanno alimentando effetti destabilizzanti generalizzati, che devono essere contrastati efficacemente dalla comunità internazionale per prevenire l'ulteriore escalation e ridurre il rischio di conflitti e tensioni regionali", si legge ancora nella dichiarazione.
"Ribadiamo, con la massima fermezza, la nostra condanna degli attacchi terroristici brutali e esecrabili perpetrati il 7 ottobre 2023 da Hamas contro Israele. Chiediamo il rilascio immediato e senza condizioni di tutti gli ostaggi ancora tenuti prigionieri da Hamas. La crisi nella regione ha contribuito ad aumentare le tensioni regionali dal Medio Oriente al Mar Rosso e ad alimentare una preoccupante recrudescenza dell'antisemitismo a livello globale che deve essere condannata in modo inequivocabile e combattuta e chiediamo alle autorità di adottare tutte le misure adeguate per garantire la sicurezza dei nostri cittadini ebrei ed esortiamo tutte le parti coinvolte ad astenersi dalla retorica che incoraggia un'ulteriore escalation".
"Esprimiamo la nostra piena solidarietà e sostegno a Israele e al suo popolo e riaffermiamo il nostro incrollabile impegno in favore della sua sicurezza, come diritto e dovere all'autodifesa, nel rispetto del diritto internazionale. Esprimiamo preoccupazione per la protezione della popolazione civile di Gaza, alla luce della tattica permanente utilizzata dal gruppo terroristico di Hamas e della tragica situazione umanitaria che ne è emersa come conseguenza. Dobbiamo essere testimoni di un accesso senza restrizioni degli aiuti a Gaza e all'ONU e ai partner umanitari deve essere consentito di svolgere le loro operazioni in piena sicurezza. Reiteriamo - si legge ancora - il nostro impegno per un cessate il fuoco che rispetti i principi del diritto internazionale e per un percorso che porti alla pace. Esortiamo l'Iran di astenersi dal fornire sostegno a Hamas, Hezbollah, Houthi e altri attori non statali e attendiamo con ansia di collaborare con partner affini per garantire una regione più pacifica e prospera".
"Ci impegniamo a favorire e tutelare in ogni sede la libertà di religione e di credo, diritto pienamente inserito nella Dichiarazione Universale dei diritti umani e nella Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, in quanto membri di gruppi religiosi, e di chiunque sia perseguitato sulla base della propria fede o assenza della stessa e stia subendo dai governi restrizioni, ostilità sociali e persecuzioni dovunque nel mondo, come testimoniato dal 14esimo rapporto del Pew Research Center sulle restrizioni alla libertà religiosa" chiosa la dichiarazione finale del G7 dei Parlamenti.

