Governo approva aumento costi: autostrade più care nel 2024, anche nei tratti veronesi

Autostrade più care nel 2024: secondo quanto deciso dal consiglio dei ministri l'aumento delle tariffe sarà adeguato all'aumento dell'inflazione prevista dalla Nadef per il 2024, cioè del 2,3%. Di fatto, per proteggere le entrate dei concessionari autostradali, si applica un meccanismo simile alla vecchia scala mobile, ma varrà solo fino a fine marzo 2024: poi le tariffe saranno decise dai Piani economico-finanziari che le società non sono ancora riuscite a produrre.
Nella lista dei tratti coinvolti dai rincari ci saranno anche le autostrade che attraversano il territorio veronese: l'A4 sulla Brescia-Padova e l’A22 con pedaggi in aumento del 2,29%.
Intanto le organizzazione dei consumatori sono in rivolta, e dicono no alla decisione del governo: i rincari "sono ingiustificati e favoriscono solo gli utili dei gestori privati autostradali", attacca Assoutenti, che chiede al Parlamento di "votare contro" la norma del Milleproroghe. "Invece di aumentarli i pedaggi dovrebbero essere diminuiti come forma di indennizzo a fronte dei gravi disservizi registrati sulle autostrade nel 2023", tuona il Codacons. Da qui la richiesta al al Garante dei prezzi di intervenire.
L'aumento dei pedaggi - attaccano le organizzazioni dei consumatori - andrà ad aggravare la stangata che colpirà tutti con il nuovo anno, "dopo le assicurazioni per le auto (aumento di quasi l'8%), i costi telefonici e la fine del mercato tutelato del gas": "Tutte voci che riaccenderanno l'inflazione e ridurranno la capacità di spesa".
Da parte di Autostrade per l'Italia si fa notare che è dal 2018 (cioè dal crollo del Ponte Morandi) che la concessionaria non applica aumenti tariffari, salvo alcuni rincari autorizzati per singole tratte con un decreto interministeriale a firma Salvini-Giorgetti nel 2023. Nel maggio 2022, la prima concessionaria autostradale è passata a un nuovo gruppo di soci, fra questi i fondi di investitori Blackstone e Macquarie, e i nuovi soci hanno a loro volta azionisti a cui rendere conto.
L'aumento previsto dal Milleproroghe è dunque una misura di salvaguardia dei concessionari e avrà efficacia fino al 30 marzo 2024 per dare più tempo alle società autostradali di presentare le proposte di aggiornamento dei piani economico-finanziari (PEF). In questi ultimi - si legge nel comunicato diffuso dal consiglio dei ministri - saranno definiti gli incrementi tariffari "in eccesso o in difetto". In altre parole, l'aumento del 2,3% è fino a fine marzo. Poi - commentano i consumatori - si rischia di arrivare ad aumenti anche superiori al tasso di inflazione stimato dalla Nadef.

