Hellas Verona di Redazione , 17/06/2023 9:00

Tribunale mette in liquidazione Nuova Arena srl, tramonta ipotesi del nuovo stadio "messicano"

Rendering nuovo Bentegodi
Il vecchio rendering del nuovo Bentegodi "messicano"

La società Nuova Arena srl, creata dall’imprenditore messicano, Cesar Esparza, per realizzare un nuovo stadio al posto del vecchio Bentegodi, è stata messa in liquidazione dal Tribunale di Verona.

Come scrive Lillo Aldegheri, sul Corriere di Verona, l’udienza per l’esame dello stato passivo si terrà il 21 novembre. La Nuova Arena srl ha sede in via Albere ed è presieduta da Octavio Cesar Portillo Esparza, che aveva versato 8mila euro di capitale sociale, mentre il consigliere delegato è l’ex giocatore dell’Hellas (e della nazionale tedesca) Thomas Berthold, che ne aveva versati 2mila. Quei 10mila euro (10.178, per la precisione) non erano più aumentati dopo il febbraio 2019 quando la società era stata creata.

Esparza è un imprenditore messicano che lavorava anche a New York, negli uffici della sua società «Juego de Pelota», che si occupa della realizzazione di «stadi sostenibili». Il progetto per Verona era stato illustrato al sindaco di allora, Federico Sboarina, nel 2018 e prevedeva la realizzazione di un impianto da 30mila posti, esteticamente simile all’Arena (di qui il nome di «Nuova Arena») che si pensava di tenere aperto 7 giorni su 7 e che doveva essere dotato di un grande albergo (con vista sul campo da gioco), piscina, bar, ristorante, museo storico, negozi, asili nido ed altro.

L’impianto sarebbe stato costruito esattamente sull’area del vecchio Bentegodi, destinato ad essere abbattuto: poiché il «Nuova Arena» sarebbe stato più piccolo, sarebbe rimasto lo spazio per un’ampia area verde. Il costo previsto era di circa 100 milioni di euro, tutti a carico dei proponenti e quindi «a costo zero» per il Comune. Al progetto avevano contribuito, oltre ad Esparza e Berthold, anche lo studio di progettazione londinese Populous e la multinazionale sportiva Legend.

Aveva aderito alla proposta il presidente dell’Hellas, Maurizio Setti mentre non aveva accettato di condividerla l’allora presidente del Chievo, Luca Campedelli. L’impresa edile costruttrice sarebbe stata la Di Vincenzo Dino Spa. La prima decisione ufficiale da parte del Comune fu varata dalla giunta Sboarina nel marzo 2018, e nel novembre 2019 il consiglio comunale, a maggioranza, votò la delibera con cui il Nuovo Arena Stadium veniva definito «di pubblico interesse».

Col Covid il progetto si fermò, gli investitori presero tempo, il Comune aveva ben altro cui pensare. Damiano Tommasi, succeduto a Sboarina, tenne un atteggiamento prudentissimo, spiegando però che il Bentegodi era ormai vecchio e superato. Ma intanto nasceva la candidatura di Verona ad ospitare i campionati europei di calcio del 2032 ed è evidente che se l’Italia dovesse aggiudicarsi l’evento, la città scaligera potrà essere città ospitante solamente se ci sarà uno stadio sicuramente molto diverso da quello attuale.

Ma adesso, con la messa in liquidazione della società, il «capitolo Esparza» sembra essersi definitivamente chiuso. E l’assessore Michele Bertucco, da sempre contrario al progetto di Esparza, spiega al Corriere di Verona che “La messa in liquidazione non è una sorpresa: sin dal 2019 avevo messo in guardia l’Amministrazione sulla evanescenza finanziaria della società: con un capitale sociale di 10mila euro è improbabile pensare ad un impianto da 100 milioni. Ora – conclude l’assessore – credo sia tempo di voltare pagina definitivamente, puntando su interventi concreti più che su… favole messicane”.