Cronaca di Redazione , 04/05/2021 21:00

Test rapidi, Flor si difende: Mai modificata pratica clinica

Luciano Flor

"Da sei mesi stiamo discutendo su una cosa che ad oggi non può influenzare la pratica clinica. Io ho la responsabilità di non aver modificato la pratica clinica e sono anche quello che ha fatto esattamente quello che ha fatto tutto il mondo". Così il direttore generale della Sanità veneta, Luciano Flor, ha sintetizzato la vicenda dell'uso di test rapidi in regione, contestata dalla trasmissione 'Report', nel corso di un'audizione in Commissione al Consiglio regionale.

Riassumendo la vicenda dello studio del prof. Crisanti sull'affidabilità dei test, Flor ha quindi ricordato che "il 21 ottobre 2020 ero Direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Padova. Ricevo una lettera in cui mi si dice che da uno studio effettuato, i test rapidi non sono validi e hanno un deficit del 30%. Sono due tabelle, due pagine di ricerca. Pochi giorni dopo la lettera, non certo da parte mia, viene pubblicizzata e viene reso pubblico questo dato clamoroso. Ricevo una lettera dalla ditta produttrice che, mi dice: 'Per favore, mi dai lo studio?' E' registrata e protocollata".

Flor quindi ha precisato di aver chiesto "a chi ha fatto lo studio (Crisanti, ndr) di averlo. Fatte queste verifiche, accerto che uno studio non c'è, c'è questa lettera che mi è stata mandata. Io scrivo il 10 novembre una lettera alla ditta dicendo 'Guarda che io ho verificato in lungo e largo: qui non c'è uno studio, né richiesto, né autorizzato, né in corso di conduzione'. La stessa cosa al conduttore dello studio. Questa è la cronaca fino a pochi giorni fa. Pochi giorni fa scopro invece che c'è uno studio che è su una piattaforma in attesa di pubblicazione. Scopro che questo studio è stato realizzato chiedendo l'autorizzazione a farlo il 18 novembre.... Ci si affretta a chiedere l'autorizzazione e si chiede il parere al Comitato etico. Il Comitato etico si riunisce il 17 dicembre e dà l'autorizzazione il 13 gennaio. Non sono dati che mi invento. C'è scritto che non dovrebbe essere usato come guida per la pratica clinica", ha concluso.