Cronaca di Redazione , 03/05/2021 15:56

Ecco l'inchiesta di Report sui tamponi rapidi in Veneto e il fuorionda di Flor VIDEO

Servizio Report sanità in Veneto

L’inchiesta di Report sulla sanità veneta ha fatto tanto rumore: ci sono indagini aperte dalla procura di Padova sull'affidabilità dei test rapidi. Ecco il video con il servizio integrale della trasmissione della Rai (video dal canale Youtube di Raiplay).

Al centro delle polemiche il fuorionda (al termine del servizio) di Luciano Flor, direttore generale della sanità del Veneto, che sul dibattito attorno allo studio del professor Crisanti sui test rapidi, a telecamere spente e fuori dal microfono, si è espresso così con il giornalista pensando di non essere ripreso: "Detto Inter nos la ditta ci fa causa e ci chiede i danni quindi meglio dire che lo studio non c'è. Caz... a Crisanti glielo dico sette volte e non capisce. Perché pensi che io mi sia affrettato a dire che lo studio non c'è... Lui (Crisanti, ndr) è un puro e non riesce a stare zitto. Bisogna che capisca che ci sono tanti rapaci in giro che ti fanno secco... "

Flor, il giorno dopo il servizio, in conferenza, ha voluto dare la sua versione su quella frase: "La casa farmaceutica Abbott che produce i tamponi mi aveva chiesto quella ricerca e io ho pensato che me lo chiedessero per valutare gli estremi per farci causa, e ho risposto che quello studio, che ha determinate caratteristiche scientifiche, non c’era. Non volevo coprire nulla – la versione di Flor davanti ai giornalisti in sala stampa – non potevo dare alla Abbott uno studio che non c’era”.

Intanto le indagini della Procura di Padova, sull'affidabilità dei test rapidi usati in Veneto, vanno avanti. Aperta un'indagine anche sul professore Crisanti, un atto dovuto dopo la denuncia per diffamazione portata in tribunale da Azienda Zero, l'azienda che gestisce la sanità del Veneto, che non ha gradito le parole del microbiologo sull'inefficacia dei test rapidi e accusa a sua volta il professore di aver gettato discredito sulla sanità veneta.

“Io indagato? Non ci voglio credere e mi sembra assurdo. E’ dai tempi di Galileo che una procura non si occupa di giudicare un articolo scientifico. Si stanno coprendo di ridicolo con questa denuncia. Credo sia la prima volta che un argomento scientifico viene usato a scopo diffamatorio” ha commentato Crisanti.

Sulla vicenda dei test rapidi, infine, Zaia verrà sentito in audizione in V Commissione, in Consiglio Regionale, dopo la richiesta delle minoranze. "Verrò con i tecnici per spiegare le nostre ragioni" ha detto Zaia.