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VIDEO | Studio CGIA: lavoratori autonomi più esposti al rischio povertà
Secondo l’Ufficio studi della CGIA, nel Nordest il rischio di povertà riguarda l’11,4 per cento dei lavoratori autonomi, contro appena il 4 per cento dei dipendenti. Un divario che arriva quindi quasi a triplicarsi.
Una condizione legata anche alla minore protezione sociale. Chi lavora in proprio non ha, infatti, ferie e malattia retribuite, tredicesima o Tfr. E nei periodi di difficoltà non può contare sugli stessi strumenti previsti per il lavoro dipendente, come la cassa integrazione. In caso di chiusura dell’attività, inoltre, non c’è la Naspi, ma solo strumenti di sostegno molto più limitati.

