Attualità di Redazione , 03/11/2026 14:05

Filovia, approvato l'accordo con Cassa Depositi e Prestiti per salvaguardare i mutui

Filovia

La Giunta comunale di Verona ha approvato oggi, su proposta dell'Assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari, l'accordo con Cassa Depositi e Prestiti che permette di usare 70,1 milioni di euro di un mutuo statale già concesso per l'opera.
Senza questo passaggio quelle somme sarebbero tornate allo Stato.
Perché servono più soldi
La ragione principale è il tempo. La gara è del 2010, il contratto del 2012, e i prezzi sono ancora quelli di allora. I lavori sono partiti solo a dicembre 2016 e da allora l'appalto ha attraversato anni difficili: la crisi dell'edilizia, con il fallimento di alcune imprese del raggruppamento, poi il Covid, il Superbonus e la guerra in Ucraina, che hanno fatto volare i prezzi dei materiali.
Finora i rincari, così come prevista da specifica legge statale, sono stati pagati sia con gli imprevisti del progetto sia con il fondo statale del “Decreto Aiuti”, attivo fino a tutto il 2025. Dal 1° gennaio 2026 le regole sono cambiate: la legge di bilancio obbliga a pagare i lavori con i prezzari regionali aggiornati, in modo automatico a ogni stato di avanzamento e SOLO per l’anno 2026 il nuovo prezzario del Veneto segna un aumento medio del 6,24%, e questo a prescindere dell’aumento dei prezzi connessi alla crisi in medio oriente (IRAN), infatti i prezzi sono frizzati a febbraio 2026. Ma nel quadro economico dell'opera non vi è capienza necessaria per assorbire detti costi. 
Perché serve la delibera
Con il QE economico approvato nell’anno 2023, la filovia è finanziata in quota parte dal MIT con un mutuo di 91,7 milioni di euro concesso da Cassa Depositi e Prestiti. Quel mutuo è scaduto il 31 dicembre 2025, quando erano stati versati solo 21,6 milioni. I restanti 70,1 milioni, per regola, sarebbero dovuti tornare al Ministero.
A dicembre il Ministero delle Infrastrutture ha chiesto a Cassa Depositi e Prestiti di tenere quei soldi fermi a disposizione della filovia. Cassa Depositi ha accettato, ma a una condizione: un accordo scritto, condiviso con il Ministero delle Infrastrutture e con quello dell'Economia. Il 21 ottobre è arrivato il via libera dei due Ministeri. Ora tocca al Comune: la Giunta approva il testo e autorizza il dirigente della Mobilità a firmarlo.
L'accordo funziona così:
   • Cassa Depositi versa i soldi al Comune un po' alla volta, su richiesta;
   • ogni richiesta deve indicare le spese sostenute, firmate dal responsabile del procedimento, e avere il via libera del Ministero;
   • i soldi hanno come vicolo di destinazione solo il progetto filovia;
   • c'è una scadenza per le richieste: quello che non viene rendicontato in tempo torna allo Stato.
Dei 70,1 milioni, circa 47 sono soldi già destinati alla filovia dal finanziamento statale del 2023, ma non ancora versati: servono subito per non fermare i cantieri. Altri 21,6 milioni sono il contributo in più che copre l'aumento dei costi. 
La delibera è immediatamente eseguibile, per firmare l'accordo subito e non fermare i cantieri. 
Nessun nuovo debito per i veronesi
L'accordo non crea nuovo debito per il Comune: si usano i soldi rimasti di un mutuo già concesso, e le rate restano a carico dello Stato.
I prossimi passi
Dopo la firma dell'accordo, il Comune potrà non solo essere contribuito di quanto già anticipato ma potrà presentare le ulteriori richieste di pagamento. Il calendario fissato con l'impresa prevede la fine delle opere stradali e degli impianti entro il 28/02/2027  e, entro la medesima data anche la consegna dei mezzi filovia dei quali 6 sono stati già consegnati
Il Comune ha chiesto al Ministero di tenere disponibili le risorse fino al 31 marzo 2028, per chiudere lavori, forniture e pratiche tecniche entro la fine del 2027.
“Con questo accordo mettiamo al sicuro le risorse per finire la filovia. – spiega l’assessore Tommaso Ferrari -  Sono soldi dello Stato già destinati a Verona, che rischiavamo di perdere per una scadenza tecnica. Non chiediamo un euro di debito in più ai veronesi: chiediamo di poter usare fino in fondo quello che era già stato stanziato, per consegnare alla città un'opera attesa da troppo tempo”.