Attualità di Redazione , 02/11/2026 15:53

Giornata Mondiale del Diabete: prevenzione, meno burocrazia e più ascolto

Diabete, glicemia

In vista della Giornata Mondiale del Diabete, che si celebra il 14 novembre, istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation (IDF) e dall’OMS al fine di sensibilizzare il mondo intero riguardo una patologia che coinvolgeva milioni di persone. l'Associazione Diabetici di Verona richiama l'attenzione sull'importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della necessità di costruire percorsi di cura sempre più semplici, accessibili e vicini ai bisogni delle persone.
Il diabete è una condizione che coinvolge ogni giorno migliaia di persone e le loro famiglie, richiedendo attenzione costante, consapevolezza e un impegno condiviso tra cittadini, professionisti sanitari, istituzioni e associazioni. Parlare di diabete significa quindi non soltanto parlare di cure e terapie, ma anche di qualità della vita, informazione, inclusione e diritto a un'assistenza efficace.
Per l’occasione a Verona saranno realizzati alcuni degli appuntamenti in programmazione
Domenica 8 novembre, in piazza Bra, dalle 9 alle 18, a cura dell’Associazione Diabetici Verona – ODV, misurazione gratuita della glicemia e distribuzione di materiale divulgativo.
Durante la giornata saranno presenti alcuni ‘Cani allerta diabete’
Dalle 10 alle 11.30, camminata metabolica, dimostrazione libera con trainers certificati.
Nella serata dell'8 novembre la Gran Guardia sarà illumionta di colore blu.
Mercoledì 11 novembre dalle 8.30 alle 14 –misurazione gratuita della glicemia e distribuzione di materiale divulgativo alla Casa della Salute di Santa Marta – Casa del Capitano, Via Cantarane 24, a cura dell’Associazione ODV e del Comune di Verona.
“È fondamentale cogliere l’occasione di questa tipologia di giornate – sottolinea l’assessora alla Salute Elisa La Paglia – per promuovere iniziative di forte impatto sulla salute della cittadinanza. Attraverso un’attività di screening gratuita offerta a tutta la popolazione, si può puntare a raggiungere la maggior parte della popolazione e, quanti, possono essere a rischio e saranno indirizzati ad una più attenta valutazione. La conoscenza e la prevenzione sono i primi passi fondamentali per intervenire davvero sul problema”.
“Il valore e l’impatto dell’operato del Terzo settore è di tutta evidenza nell’organizzazione di questa tipologia di occasioni e delle modalità di intervento quotidiane che vengono messe in campo in favore della cittadinanza, anche quando si parla di salute – precisa l’assessora alle Politiche sociali e Terzo settore Luisa Ceni –.  Un lavoro costante e fondamentale, che si congiunge ad una rete straordinaria di professionisti e di istituzioni sanitarie di rilievo, unite per accrescere la salute e la cura della persona e con essa della comunità”.
La prevenzione è il primo passo. Promuovere corretti stili di vita, favorire l'informazione, diffondere la conoscenza dei fattori di rischio e incoraggiare i controlli quando indicati sono azioni fondamentali per individuare tempestivamente il diabete di tipo 2 e contribuire a prevenirne le complicanze. Investire nella prevenzione significa investire nella salute delle persone e nella sostenibilità del sistema sanitario. Per questo è necessario continuare a promuovere iniziative di sensibilizzazione e occasioni di incontro con la cittadinanza.
Accanto alla prevenzione, c'è però un altro tema che non può essere trascurato: il diritto delle persone con diabete a percorsi di cura semplici, tempestivi e senza ostacoli burocratici evitabili.
Chi convive con il diabete deve già affrontare quotidianamente l'impegno della terapia, dell'autocontrollo e della gestione della propria condizione. A questo non dovrebbero aggiungersi procedure complesse, passaggi amministrativi ripetitivi o difficoltà nell'accesso alle prestazioni, ai dispositivi e alle terapie prescritte. È necessario lavorare per semplificare gli adempimenti, rendere più agevole l'accesso ai servizi e favorire una migliore integrazione tra medicina territoriale, centri diabetologici e istituzioni.
Facilitare i percorsi non significa ridurre l'attenzione clinica, ma mettere le persone nelle condizioni migliori per seguire correttamente le cure, con continuità e serenità. Una terapia efficace deve essere accompagnata da un sistema che aiuti la persona a curarsi, non che renda più difficile farlo.
In questo contesto, il ruolo dell'Associazione Diabetici di Verona è fondamentale. L'Associazione rappresenta un punto di riferimento per le persone con diabete e per le loro famiglie, promuove l'informazione e la consapevolezza, raccoglie esigenze ed esperienze concrete e contribuisce a far emergere le criticità che spesso rischiano di rimanere inascoltate.
Ma il ruolo dell'Associazione non può esaurirsi nel sostegno e nell'informazione. È indispensabile che essa venga riconosciuta come interlocutore stabile e autorevole anche dai centri decisionali, dalle amministrazioni e dagli organismi che programmano e organizzano i servizi sanitari.
Le decisioni che riguardano la vita delle persone con diabete devono poter contare anche sull'esperienza diretta di chi il diabete lo vive ogni giorno. Per questo l'Associazione chiede un confronto costante e concreto con le istituzioni, affinché i bisogni reali dei cittadini possano tradursi in scelte, servizi e percorsi assistenziali più efficaci.
“L'Associazione è la voce delle persone con diabete e ha il dovere di portare quella voce nei luoghi in cui si prendono le decisioni –, dichiara il presidente dell'Associazione Diabetici di Verona Cristiano Farronato –. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, ascolto e soluzioni concrete. Vogliamo che ogni persona possa accedere alle cure e seguire la propria terapia senza essere ostacolata da una burocrazia eccessiva. Vogliamo che la prevenzione diventi una priorità e che le persone con diabete siano considerate parte attiva delle scelte che riguardano la loro salute. Per raggiungere questi obiettivi è necessario che le istituzioni riconoscano nelle Associazioni un partner competente, capace di rappresentare i bisogni dei cittadini e di contribuire al miglioramento dei servizi”.
Gli appuntamenti sono stati presentati questa mattina alla presenza: prof. Riccardo C. Bonadonna - Direttore dell’UOC di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e della omonima Sezione del Dipartimento di Medicina della Università di Verona; prof. Claudio Maffeis - Direttore dell’UOC di Pediatria B dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Sezione di Diabetologia Pediatrica e Metabolismo - UNIVR Direttore della Scuola di Dottorato dell'Università di Verona e Michele Tessari presidente Associazione Giovani e Diabete Verona.