Attualità di Redazione , 01/11/2026 11:30

Parco della Lessinia, parte il mandato di Marcolini: Sauro vicepresidente e nove esperti

parco lessinia

Inizia a pieno regime il mandato di Stefano Marcolini alla presidenza del Parco naturale regionale della Lessinia. Nella seduta del 21 ottobre il Consiglio direttivo ha nominato vicepresidente Massimo Sauro e ha distribuito gli incarichi tra i cinque componenti: oltre al presidente e al vicepresidente, Loris Lavarini, Alessio Leso e Daniele Zivelonghi. Lo stesso giorno il presidente ha firmato il decreto che insedia il Comitato tecnico scientifico. Ne fanno parte nove professionisti, scelti tra quaranta candidature, che con i loro pareri accompagneranno le scelte strategiche dell’ente.

Il nuovo Consiglio direttivo è stato nominato con decreto del presidente della Regione Veneto del 15 settembre 2026 e le nomine sono diventate efficaci il 12 ottobre. Le deleghe, proposte dal presidente, sono state approvate all’unanimità. A Stefano Marcolini, presidente e sindaco di Roverè Veronese, vanno Bilancio, Comunicazione, Affari generali, Rapporti istituzionali e Patrimonio. A Massimo Sauro, vicepresidente, già presidente del Parco e componente esperto designato dalla Giunta regionale, sono assegnati Ambiente, Ecologia, Turismo, Sostenibilità, Manifestazioni, Demanio e Gestione faunistica. Loris Lavarini, componente individuato dalla Comunità del Parco, seguirà Agricoltura, Malghe, Artigianato, Risorse forestali e Rapporti con la Consulta del Parco. Ad Alessio Leso, sindaco di Erbezzo, sono affidati Personale, Piano ambientale, Sistema museale, Cultura e Pari opportunità. Daniele Zivelonghi, sindaco di Fumane, si occuperà di Lavori pubblici, Bandi, Infrastrutture, Rapporti con la Comunità del Parco, Regolamenti, Contratti e Convenzioni.

«Con il direttivo operativo e il Comitato tecnico scientifico nominato, il Parco ha tutti gli strumenti per mettersi subito al lavoro», dichiara il presidente Stefano Marcolini. «Le prime scadenze sono la variazione di bilancio e il bilancio di previsione. Tra le priorità c’è poi l’aggiornamento del Piano ambientale: il Parco ha trentasei anni e nel frattempo il territorio, il clima e l’economia sono cambiati. Vogliamo un ente che rispetti i vincoli di un’area protetta e che allo stesso tempo apra opportunità sul fronte del turismo, del recupero del patrimonio e dei bandi europei, a favore di chi sceglie di restare in montagna o di portare avanti qui la propria attività. Penso in particolare agli allevatori: sono loro i custodi dei pascoli, senza di loro avremmo un territorio degradato. Lo faremo insieme ai quindici Comuni del Parco, al Comitato e ai componenti del direttivo».

Comitato tecnico scientifico
Tra le quaranta candidature arrivate, il presidente Marcolini ha individuato i nove componenti, che coprono le aree di competenza previste dalla legge regionale. Sono Emanuela Volta, architetto, per la pianificazione paesaggistica; Ezio Bonomi per storia ed etnografia; Guido Roghi per la geologia; Giuliano Lazzarin per le scienze agronomiche e forestali; Gianfranco Caoduro per la conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale; Lucio Luchesa per la conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e la zoologia; Giacomo Angelini per l’ambito economico; Giampaolo Fusato per le scienze ambientali; Gianfranco Spiazzi, avvocato, per l’ambito giuridico.

Il Comitato, previsto dall’articolo 9 della legge regionale 23 del 2018 sui parchi, porta le competenze del mondo scientifico dentro la gestione dell’area protetta. È un organo consultivo ed esprime il proprio parere sui principali atti dell’ente: il Piano ambientale, i regolamenti, il bilancio, le sue variazioni e il conto consuntivo. Il parere va reso entro trenta giorni dalla richiesta. Su domanda degli organi del Parco o del direttore, il Comitato può intervenire anche su questioni legate ai valori naturalistici del territorio e allo sviluppo delle risorse ambientali. Le sedute sono presiedute dal presidente del Parco o da un suo delegato, con la partecipazione di diritto del direttore.

Le nomine diventeranno efficaci con l’accettazione dell’incarico e la dichiarazione di assenza di cause di inconferibilità, incompatibilità e conflitti di interesse. Per chi lavora nella pubblica amministrazione servirà anche l’autorizzazione dell’ente di appartenenza.

«Ringrazio i professionisti che hanno risposto all’avviso per il Comitato tecnico scientifico: una partecipazione così ampia dice quanto la Lessinia stia a cuore a chi la conosce e la studia. Il Comitato è un organo di supporto e affiancamento del Consiglio direttivo e di collaborazione tecnico-amministrativa con l’Ente. I suoi pareri saranno tenuti in grande considerazione, perché le scelte sul futuro del Parco devono poggiare su competenze solide e condivise», conclude Marcolini.