Verona celebra gli 80 anni del primo voto delle donne italiane

Nel 2026 ricorrono gli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia: il 2 giugno 1946 le italiane andarono per la prima volta alle urne. Per celebrare l'anniversario, il Comune di Verona, attraverso l'Assessorato alla Parità di genere e l'Assessorato alle Manifestazioni, ha organizzato due momenti di riflessione. Si terranno questo fine settimana, entrambi alle 18 e a ingresso libero.
Sabato 31 ottobre, Società Letteraria
Il primo appuntamento è domani alla Società Letteraria (piazzetta Scalette Rubiani 1). La giornalista Marianna Aprile presenta il suo libro La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi, storia di una rivoluzione incompleta (Rizzoli). Il libro ripercorre ottant'anni di conquiste e di ritardi, e si chiede se la promessa di piena cittadinanza fatta alle donne sia stata davvero mantenuta. Modera l'incontro la giornalista Patrizia Adami, saranno presenti la vicesindaca con delega alla parità di genere Barbara Bissoli, l'assessora alle Manifestazioni Alessia Rotta e Alessandra Cordiano, professore ordinario di diritto privato dell'Università degli studi di Verona.
Domenica 1° novembre, Teatro Camploy
Il secondo appuntamento è al Teatro Camploy con Bianca e la Costituzione, un progetto di teatro partecipato a cura di Giulia Cailotto, con la regia di Andrea De Manincor. Lo spettacolo intreccia memoria storica e attualità per riflettere sul percorso verso un'effettiva parità di genere.
Il progetto avvicina generazioni diverse alla parità di genere attraverso il teatro. Per le bambine e i bambini delle classi quinte delle Stimate, fa parte del percorso di educazione civica. Per le giovani allieve dell'Accademia Callas e per le persone over 65 dell'Università della Terza Età, è un'occasione di confronto tra generazioni sulle disuguaglianze e sugli stereotipi di genere che attraversano ancora la società di oggi.
Grazie all'incontro tra età, esperienze e sensibilità diverse, il teatro diventa uno spazio condiviso di partecipazione. La memoria del primo voto delle donne diventa così un modo per interrogare il presente e immaginare nuove forme di cittadinanza.

