Attualità di Redazione , 28/10/2026 18:00

Forte Santa Caterina diventa "Naturaforte -hub": area verde per biodiversità e socialità

Conferenza

Un luogo storico della città che si rigenera come spazio di natura, incontro e apprendimento. Con il progetto "NaturaForte – Hub", il Comune di Verona trasforma Forte Santa Caterina in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla biodiversità urbana, all'inclusione e alla conoscenza dell'ambiente. Un impegno concreto dell'Amministrazione per una città più verde, che riconosce nella natura un bene comune da proteggere e da far vivere ai cittadini.

Il progetto ha ottenuto da Fondazione Cariverona un contributo di 449.000 euro nell'ambito del Bando Capitale Naturale 2026, che mette a disposizione complessivamente 4,5 milioni di euro.

“Un risultato importante per la rigenerazione ecologica di un’area di forte interesse ambientale e sociale, uno spazio cittadino verde e accessibile, aperto alla partecipazione e alla socialità – evidenzia l’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari – a cui sarà affiancato un programma triennale di educazione ambientale e citizen science, realizzato insieme alle realtà del territorio e pensato in particolare per i più giovani, che potranno diventare protagonisti attivi nella cura e nell'osservazione della natura - evi. Il forte sarà accessibile a tutti anche nel racconto: sono previsti strumenti interattivi e inclusivi per illustrare la biodiversità e gli interventi realizzati, progettati secondo i principi del Design for All”.

Il progetto è stato presentato oggi alla presenza di Arianna Danzi di Attiviamo Verona, Paola Siligardi di Biosphera scs, Giacomo Sighele di Verona Birdwatching aps, Claudia Bazzani del dipartimento di Management Università di Verona, Leonardo Latella del Museo di Storia Naturale di Verona.

Il Bando Capitale Naturale 2026
Sono 11 i progetti finanziati dal bando, distribuiti nelle province di Verona (4), Mantova (3), Vicenza (2), Belluno (1) e Ancona (1). Al centro degli interventi: verde urbano, depavimentazione, zone umide, risorgive e habitat alpini.

Cosa cambierà a Forte Santa Caterina
Nei 36 mesi di progetto sono previsti interventi concreti per rafforzare la rete ecologica locale: la riforestazione con specie autoctone di un’area a est del compendio; il ripristino di 1,5 ettari di prati stabili, preziosi per impollinatori e fauna locale; il contenimento dell’ailanto, specie esotica invasiva, su una superficie di 2.000 metri quadrati; uno studio di pianificazione della rete ecologica per ricucire l’area con il territorio circostante.

Gli interventi saranno accompagnati da un programma continuativo di monitoraggio scientifico della fauna del suolo, vertebrati e impollinatori, per misurare nel tempo l’efficacia della rinaturalizzazione, e dalla somministrazione di questionari qualitativi rivolti alla cittadinanza per valutare l’impatto sociale degli interventi.

Un’oasi urbana, per tutte e tutti
Il progetto ha l’obiettivo di sensibilizzare la comunità con attività di educazione ambientale e divulgazione scientifica, proponendo annualmente un calendario di appuntamenti realizzati dai partner: BioBlitz, giornate di pulizia dell’area, laboratori, aperitivi scientifici, citizen science, festival.

Allo stesso tempo, l’area di Santa Caterina sarà completata con supporti informativi sulla biodiversità, mappe e wayfinding: tutti questi elementi saranno progettati per garantire la massima accessibilità degli spazi con un’attenzione all’inclusione, attraverso l’integrazione di elementi tattili, traduzioni in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), contenuti espressi con apparati testuali, iconografici e tecnologici, secondo i principi del Design for All che sarà applicato fin dalle prime fasi progettuali. 

Le caratteristiche ambientali e sociali dell’area alimentano, infine, un buon potenziale per identificare l’area quale vero e proprio laboratorio di outdoor education. Per questo motivo, il progetto prevede un percorso partecipativo ai fini di una candidatura di Santa Caterina quale Bosco Didattico della Regione Veneto (L.R. 14/2020), dove strutturare percorsi di educazione ambientale permanenti e integrati al contesto.

I prossimi passi
Nei primi mesi si riunirà il tavolo di consultazione con tutte le associazioni partner, inizieranno i monitoraggi scientifici della fauna e il primo intervento di rimozione dell’ailanto, mentre in primavera verranno installati i primi pannelli e mappe tattili e saranno organizzati eventi con il coinvolgimento della cittadinanza.