Termina a Verona Poeti sociali: "Una vacanza dall'indifferenza"

«La pace comincia quando qualcuno fa vuoto dentro di sé per lasciar essere l'altro, incontrarlo nella sua storia reale e non immaginaria». E' questo, secondo il vescovo di Verona, Domenico Pompili, il lascito della terza edizione della rassegna "Poeti sociali", che si conclude oggi dopo decine di appuntamenti nella città scaligera.
«Si potrebbe obiettare - prosegue Pompili - che questi giorni, che hanno finito per essere in parallelo con quelli di piazze anche piuttosto movimentate e di un mondo che ci appare sempre di più in frantumi, siano stati un lusso, una sorta di evasione. Dico, invece, esattamente il contrario: questa nostra edizione è stata una vacanza da tutto ciò che porta guerra, distruzione, orrore, terrore; una vacanza dall'indifferenza. Il vuoto di questi giorni ha avuto dei volti che sono apparsi in maniera ancora più provocante».
L'edizione 2026 della rassegna "Pace, volto dell'umano", secondo il vescovo ha tre volti: "Quello di chi ha fatto vuoto dentro per uscire dalla vendetta: la sorella di un sacerdote ucciso da due terroristi e la madre di uno dei due; il volto dei monaci di Tibhirine che hanno preferito morire piuttosto che rinunciare all'amore, e quello dei giovani che hanno partecipato in vario modo a questa edizione. Li abbiamo visti. Hanno sogni, e hanno competenze».
Nell'attesa della quarta edizione saranno proposti alcuni appuntamenti "fuori rassegna" e sul territorio. Il primo, in collaborazione con Follie Culturali, sarà "Still I Rise. Quando la scuola ti cambia la vita" con Fatima Burhan Mohamedm tra le responsabili dell'organizzazione umanitaria italiana nata nel 2018 per garantire un'istruzione di eccellenza ai bambini rifugiati e vulnerabili di tutto il mondo, il 21 novembre presso la parrocchia di Bovolone.

