Sommacampagna riabbraccia Angelo Bellorio: dopo oltre 80 anni l’artigliere alpino torna a casa

Dopo oltre ottant’anni, l’artigliere alpino Angelo Bellorio tornerà finalmente nella sua Sommacampagna. Venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 11, il cimitero comunale ospiterà la cerimonia ufficiale di rimpatrio dei suoi resti dal Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo, dove il soldato era sepolto. Un ritorno che restituisce alla comunità la memoria di una giovane vita spezzata dalla guerra e conclude una lunga vicenda familiare, segnata dal dolore e dalla volontà di riportare a casa un fratello e uno zio mai dimenticati.
La storia di questo rimpatrio affonda le radici nel desiderio della sorella di Angelo, Luigia Bellorio, che per anni aveva cercato di ottenere il trasferimento delle spoglie del fratello, scontrandosi con i divieti imposti dalle leggi dell’epoca. Prima di morire, Luigia affidò alla figlia Elisabetta Girardi il compito di portare a termine quella missione. Oggi, dopo un anno dall’avvio delle pratiche, quel desiderio diventa realtà, consentendo ad Angelo di tornare nella terra in cui era nato e di riposare accanto al fratello Albino.
Nel percorso che ha portato al rimpatrio, Elisabetta è stata assistita da Eleonora Principe, architetta, già assessora alla Cultura di Sommacampagna e ricercatrice storica, da anni impegnata nel ricostruire le vicende di centinaia di famiglie colpite dalla violenza nazifascista. Il suo lavoro è noto anche per l’impegno nella restituzione alle famiglie delle cartoline scritte dai prigionieri nei campi di detenzione e mai giunte a destinazione.
Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione di diverse istituzioni. La famiglia ha espresso riconoscenza al Ministero della Difesa, in particolare all’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa, al Consolato generale d’Italia ad Hannover, all’Ambasciata d’Italia a Berlino e al Comando Territoriale Nord dell’Esercito di Padova. Un ringraziamento particolare è rivolto al tenente colonnello Giuseppe Merulla, che prenderà parte alla cerimonia, e a Pierino Monaldi, in rappresentanza del Comitato dei familiari dei caduti sepolti nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo, per il prezioso sostegno offerto durante l’iter.
Angelo Bellorio nacque a Sommacampagna il 12 aprile 1916, ultimo dei cinque figli di Giuseppe ed Elisabetta Brentegani. Arruolato nel 2° Reggimento Artiglieria Alpina, combatté sui fronti occidentale, albanese e russo. La guerra coinvolse duramente la sua famiglia, che aveva già due figli al fronte. Mentre i parenti erano in apprensione per Albino, classe 1908, del quale da tempo non ricevevano notizie, l’8 settembre 1943 il fratello riuscì a sottrarsi ai tedeschi. Il giorno successivo, invece, Angelo venne catturato a Vipiteno e deportato in Germania, nel campo di prigionia di Sandbostel, lo Stalag X-B.
La documentazione ufficiale indica che il giovane morì il 18 luglio 1944 per tubercolosi. Secondo le testimonianze tramandate da alcuni compaesani che condivisero con lui la prigionia, tuttavia, Angelo sarebbe stato giustiziato dopo aver tentato di raccogliere alcune bucce di patate. Una ricostruzione dolorosa che restituisce la misura delle privazioni e delle violenze subite dai militari italiani internati dopo l’armistizio.
Inizialmente sepolto nel cimitero dei prigionieri di guerra di Sandbostel, Bellorio venne successivamente trasferito nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo, nel riquadro 2, fila N, tomba 19.
La morte del figlio segnò profondamente la madre Elisabetta, scomparsa nel settembre 1945. La figlia Luigia, sposata con Amedeo Girardi e in attesa della sua prima bambina, che avrebbe chiamato Elisabetta in memoria della madre, maturò il desiderio di riportare Angelo a casa, per restituirgli simbolicamente il posto nel nido familiare.
Un impegno che la figlia Elisabetta ha raccolto e portato avanti nel tempo, ricostruendo la storia dello zio e promuovendone la memoria. Nel 2024 ha ottenuto per lui la Medaglia d’Onore conferita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella agli ex internati militari italiani e ha fatto posare una Pietra d’Inciampo nei pressi della casa di famiglia, in via Parco della Rimembranza 11. Il rimpatrio rappresenta ora l’ultimo passo di un percorso di ricerca e restituzione della memoria, destinato a concludersi con il ritorno definitivo di Angelo nella sua comunità.
La cerimonia di venerdì sarà coordinata dal Comando Territoriale Nord dell’Esercito e organizzata dai familiari del caduto, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Alpini, Sezione di Verona, presieduta da Maurizio Trevisan, e del Gruppo di Sommacampagna, guidato da Livio Faccincani, oltre che dell’architetta Principe. All’iniziativa partecipano anche il Comune di Sommacampagna, la parrocchia di Sant’Andrea Apostolo e il Corpo Bandistico di Sommacampagna.
La mattinata si aprirà con i saluti delle autorità presenti e una preghiera di benedizione presso la Pieve di Sant’Andrea. Seguirà un momento dedicato alla ricostruzione della storia di Angelo, con l’intervento di una classe terza della scuola secondaria di primo grado, alla quale appartiene anche Nicola, uno dei suoi pro-pronipoti. Sarà un passaggio significativo, nel quale la memoria di una vicenda familiare si intreccerà con il percorso di conoscenza delle nuove generazioni.
Il momento più solenne sarà la tumulazione dei resti, accompagnata dagli onori militari e dalla presenza di un picchetto. Angelo verrà deposto accanto al fratello Albino, ricongiungendo così i due familiari anche nel luogo del riposo.
Alla commemorazione prenderanno parte inoltre delegazioni veronesi dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti e dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, insieme ai labari e ai gagliardetti di numerose associazioni d’arma e combattentistiche.
La cittadinanza è invitata a partecipare a questo momento di memoria condivisa, che restituisce dignità alla storia di un giovane soldato e rende omaggio alla perseveranza di una famiglia che non ha mai smesso di cercarlo. Al termine della cerimonia, la mattinata si concluderà con un momento conviviale presso la Baita degli Alpini di Sommacampagna.
Per Angelo Bellorio, partito per la guerra e morto lontano dalla propria terra, il viaggio di ritorno si compie finalmente dopo più di otto decenni. Per la sua famiglia e per Sommacampagna, sarà l’occasione di riabbracciare idealmente uno dei propri figli e di consegnarne la memoria alle generazioni future.

