Hostaria chiude con 29mila visitatori e cresce del 10%

Ventinovemila visitatori, una crescita del 10% rispetto alla precedente edizione e circa un milione di visualizzazioni sui social nell’ultimo mese. La dodicesima edizione di Hostaria, il Festival del Vino e della Vendemmia di Verona, si chiude con un bilancio positivo e una serie di novità che ne rafforzano il profilo nazionale e internazionale. Per un intero fine settimana, il centro storico scaligero si è trasformato in un grande percorso dedicato al vino, alla gastronomia, alla musica e alle arti, con 380 referenze vitivinicole in degustazione e oltre 70 appuntamenti in programma.
Un’edizione che gli organizzatori hanno definito quella delle «prime volte», grazie a debutti, riconoscimenti e nuove collaborazioni che hanno ampliato l’offerta della manifestazione, mantenendo il vino al centro di un’esperienza sempre più articolata. A confermare il crescente interesse è anche il pubblico digitale: i contenuti del Festival hanno raggiunto circa un milione di visualizzazioni nell’ultimo mese, coinvolgendo soprattutto utenti tra i 25 e i 44 anni, che rappresentano il 65% dei follower.
Tra le novità più significative, la prima partecipazione di un ministro nella storia della manifestazione. Domenica 18 ottobre il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha preso parte all’appuntamento musicale organizzato in collaborazione con La Grande Sfida APS, che ha visto protagonista il trio formato dal pianista Andrea Speri, dal violinista Gabriele Formentelli e dalla cantante Felicity Lucchesi, già applauditi in occasione di «IncontrArti» all’Arena di Verona. Nel suo saluto alla cittadinanza, Mazzi ha sottolineato il valore del vino per il sistema economico e per la tradizione italiana, consegnando agli organizzatori lo Scudetto della Cucina Italiana Patrimonio dell’Umanità, come riconoscimento dell’impegno nel promuovere il Made in Italy nei settori enologico e gastronomico.
L’eco di Hostaria ha raggiunto anche gli Stati Uniti. Per la prima volta, il Festival è stato citato dal New York Times, che lo ha inserito nella sezione Travel tra gli appuntamenti enogastronomici italiani da non perdere durante l’autunno. Un’attenzione internazionale che, secondo quanto riferito dagli espositori, si è tradotta anche nella presenza di numerosi importatori provenienti dagli Stati Uniti e dal Sud America, accanto ai tanti turisti stranieri arrivati a Verona per il fine settimana.
Il programma ha riservato ampio spazio alla cultura del gusto con il nuovo assetto di El Canton di Hostaria, trasferito nella Loggia Vecchia di Piazza dei Signori e interamente dedicato alle degustazioni guidate e agli approfondimenti enogastronomici. Qui ha debuttato La Taolada, format dedicato agli abbinamenti tra vino e cibo, affiancato dagli appuntamenti curati dai sommelier di FISAR Verona, dal Consorzio Olio Garda DOP e da Nutrichef. Per la prima volta il Festival ha inoltre ospitato un incontro dedicato al sakè e alle tradizioni giapponesi, ampliando lo sguardo verso culture gastronomiche differenti.
Tra i momenti più attesi, la consegna del Premio Paiasso a Beppe Carletti, fondatore e tastierista dei Nomadi. Il riconoscimento, istituito in memoria di Roberto Puliero, premia un percorso artistico capace di attraversare generazioni diverse attraverso la musica, accompagnato da un costante impegno per la solidarietà. Valori che gli organizzatori ritrovano tanto nella storia dei Nomadi quanto nell’eredità umana e culturale di Puliero, per il quale lo spettacolo rappresentava anche un’occasione di incontro e condivisione.
Proprio alla memoria di un altro protagonista della cultura veronese, Massimo Totola, è stata dedicata la tradizionale Dedica di Hostaria. Il suo ricordo ha accompagnato l’apertura della manifestazione in Piazza Bra, davanti alla fontana, con l’inaugurazione dello spazio «Il Poeta in Bicicletta». Realizzata con la consulenza artistica di Ermanno Regattieri, l’area ha ospitato per tutto il fine settimana letture poetiche, testimonianze e interventi musicali, coinvolgendo attori, musicisti e poeti. Un luogo pensato per valorizzare la parola e la creatività, introducendo una dimensione culturale permanente nell’esperienza del Festival.
La musica ha trovato spazio anche in Piazza dei Signori, dove ha debuttato il Piano dei Signori: un pianoforte collocato nel cuore della piazza, attorno al quale si sono alternate le esibizioni di Felicity, Stella Merano e Anna e l’Appartamento. Un altro debutto assoluto è stato quello di Marialuna, protagonista del suo primo concerto completo nell’Area Eventi VIP Energy di Cortile Mercato Vecchio. La stessa area ha ospitato l’anteprima nazionale del nuovo romanzo di Cristina Caboni, realizzata in collaborazione con BookWalk, rassegna che ha esordito proprio in questa edizione, e gli MCG Awards 2026.
Il calendario si è completato con gli appuntamenti musicali di Boscaini e de I Giardini del Folks, i laboratori di Speak & Spritz nel Cortile del Tribunale, dedicati all’incontro tra vino, pittura e creatività, e le proposte di Extra Hostaria, con iniziative dedicate alla mixology e al vermouth. Un insieme di esperienze che ha contribuito a trasformare il centro storico in un itinerario capace di coinvolgere pubblici diversi, dagli appassionati di enologia ai visitatori interessati alla musica, all’arte e alla letteratura.
Lo sguardo degli organizzatori è già rivolto ai prossimi appuntamenti. Hostaria ha infatti annunciato il primo Festival del Tiramisù della Città di Verona, in programma il 21 e 22 novembre a Palazzo della Gran Guardia, in collaborazione con Forno Bonomi. Un nuovo evento che punta ad ampliare ulteriormente l’offerta gastronomica cittadina e a prolungare nel calendario autunnale le occasioni di incontro tra produttori, visitatori e appassionati.
«Chiudiamo questa dodicesima edizione con enorme soddisfazione», commenta Alessandro Medici, presidente dell’Associazione culturale Hostaria. «I 29mila visitatori e una crescita del 10% premiano il lavoro di un’intera squadra e delle tante realtà che credono nel Festival. Quest’anno abbiamo raggiunto nuovi traguardi, dall’attenzione internazionale alle tante novità del programma, dimostrando che Hostaria può continuare a crescere senza perdere la propria identità».
Medici ribadisce quindi la visione che accompagna la manifestazione: «Il vino resta il nostro punto di partenza, ma il nostro obiettivo è creare occasioni di incontro, cultura e condivisione, rendendo Verona sempre più protagonista».
Con numeri in crescita, una maggiore visibilità internazionale e un programma che ha intrecciato enologia, gastronomia, musica e letteratura, Hostaria archivia così un’edizione particolarmente ricca di novità. Il risultato conferma la capacità del Festival di valorizzare le eccellenze vitivinicole e, allo stesso tempo, di raccontare Verona attraverso le sue piazze, le sue tradizioni e le nuove forme di partecipazione culturale.

