La cura del malato per costruire la pace: il confronto tra medici ed esperti a Poeti sociali

«I medici sono costruttori di pace»: così ha affermato Filippo Anelli, presidente dei medici italiani, in collegamento con il Salone dei vescovi del Palazzo episcopale di Verona dove si sono riunite oltre cento persone – molte delle quali impegnate a vario titolo nell’ambito sanitario – e alcuni relatori d’eccezione: Mariapia Garavaglia, già Ministro della Sanità e presidente della Croce Rossa Italiana; Ignazio Zullo, senatore e medico; Gino Gerosa, assessore alla Sanità della Regione Veneto e cardiochirurgo; Francesco Noce, presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici del Veneto; Domenico Menorello, avvocato cassazionista e membro del Comitato Nazionale di Bioetica; mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona. Moderati da Carlo Alberto Adami, cardiochirurgo e referente del gruppo veronese di Centesimus Annus, hanno dialogato su “La dignità umana non si misura ma si riconosce: prevenzione del suicidio e tutela della vita”.
A partire dalla situazione del Servizio Sanitario Nazionale, delle nuove sfide che vengono avanti con l’aumento del numero degli anziani, della recente legge della Regione Veneto sul fine vita si sono confrontati anche sul ruolo dei medici, dei politici, della società civile in questo ambito. Anelli ha precisato: «Il ruolo del medico va rivalutato oggi non solo per quanto riguarda le competenze tecniche, ma anche di carattere etico e deontologico». Inquadrando la situazione attuale ha poi detto: «Egli ha oggi straordinarie opportunità di intervento e l’enorme responsabilità di corrispondere al giuramento che ha fatto di mettersi a disposizione per il bene della persona. Il nostro Codice dice che al primo posto c’è la tutela della vita, associata all’altra indicazione vincolante che è il sollievo della sofferenza, che passa anche dall’offrire tempo per sedersi accanto, ascoltare, essere vicino al paziente anche quando la malattia non è più curabile e tutto sembra crollare».
Pure gli altri relatori hanno parlato dell’importanza di una cura che non sia solo quella che passa per la stretta prescrizione. Il vescovo Domenico Pompili ha concluso affermando che oggi possibile miglioramento della cura della persona include tre forme di ascolto: dei malati e dei loro familiari, della classe medica, di noi stessi. Parlando poi, nello specifico, della legge sul fine vita ha affermato: «La società pluralista nella quale viviamo chiede alla Chiesa di entrare in questo confronto con rispetto e con chiarezza. Rispetto per le istituzioni democratiche e per le diverse sensibilità presenti nella società; chiarezza, però, nel testimoniare la propria visione della persona e della vita. Procurare intenzionalmente la morte non è una forma di cura e la morte non può diventare lo strumento attraverso il quale eliminare la sofferenza che, a sua volta, interpella tutti e chiede di non abbandonare nessuno». Unendosi alla voce degli esperti presenti, ha invocato un ulteriore sviluppo di «una vera cultura delle cure palliative, una medicina capace di alleviare il dolore, ma anche una comunità capace di sostenere, una famiglia che non venga lasciata sola, una società che sappia prendersi cura delle persone fragili».
Prossimi appuntamenti
Si continuerà a parlare di cura in un altro appuntamento in calendario nella rassegna “Poeti sociali”. Sabato 17 ottobre, presso il Polo universitario Zanotto, si terrà il III Forum nazionale SIMeN (Società Italiana di Medicina Narrativa) sul tema “Medicina Narrativa, Prescrizione Sociale e Cure Palliative. Ripensare la qualità di vita”. Spiega il presidente SIMeN Marco Testa: «Non è una medicina alternativa e non è un supplemento di gentilezza: è una metodologia di intervento clinico-assistenziale che usa la narrazione per costruire un percorso di cura personalizzato e condiviso. Le prove scientifiche ci dicono che cosa funziona per una malattia, la storia del paziente ci dice come farlo funzionare per quella persona».
Confermato il ricco programma, con una piccola variazione dovuta a motivi tecnici. L'incontro “Torniamo umani? Diventiamo sovrumani” con Alessandro Bergonzoni, in programma domenica 25 ottobre alle 19 all'Auditorium del Palazzo della Gran Guardia, sarà a ingresso gratuito per tutti. L'evento “Il pranzo di Babette”, lettura e commento di don Paolo Alliata con le musiche di Giovanni Nicoli e Paolo Mainardi, in programma venerdì 23 ottobre alle 18:00 nella Sala Conferenze del Palazzo della Gran Guardia, sarà a pagamento (12 euro).
Per tutti gli eventi è necessaria la prenotazione dal sito ufficiale www.poetisociali.it con alcune agevolazioni per coloro che sottoscrivono la card Amici Poeti Sociali (20 euro). “Poeti sociali” è una proposta della Fondazione Toniolo della Diocesi di Verona che si avvale del patrocinio del Comune di Verona, del sostegno della Fondazione Cattolica e Generali.

