A Sant'Ambrogio presentato il nuovo monumento agli alpini a firma di Milo Manara

Un alpino in scalata, la figura tesa nello sforzo, la mano destra aggrappata alla roccia. Ciò che cattura lo sguardo è il braccio teso verso il basso, la mano aperta, senza armi, pronta ad afferrare e sostenere il compagno di cordata. Non solo. Quella mano aperta simboleggia la disponibilità degli alpini verso chiunque si trovi in difficoltà. È la forza del nuovo monumento “Alpino che tende la mano” creato dal professor Dario Marconi su bozzetto del maestro Milo Manara e presentato questa mattina a Sant’Ambrogio in occasione del 154° Anniversario dalla Fondazione delle Truppe Alpine. A tenere a battesimo il monumento, che rimarrà ora stabile nel parco di villa Brenzoni Bassani, il presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero e il presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan.
E ancora, il sindaco di Sant’Ambrogio Roberto Albino Zorzi insieme a molti altri colleghi dei comuni del veronese, l’assessore regionale Diego Ruzza, moltissimi alpini, oltre 150 volontari della Protezione civile dell’ANA Verona e centinaia di persone. “Dobbiamo sempre ricordarci delle nostri origini che sono di persone che hanno sempre dato tutto senza chiedere nulla. E questo monumento ne è l’emblema”, ha commentato Trevisan ringraziando il presidente Favero per il sostegno alla sezione di Verona dimostrato ieri con la sua presenza, “vitamina per tutti noi alpini”. “Il monumento a quell’alpino che oggi è l’emblema dell’Associazione nazionale alpini che nel suo statuto, fin dall’inizio, oltre al concetto fondamentale di memoria, servizio e dovere, ha messo subito quello della solidarietà: di guardare a chi ha bisogno, sia all’interno che all’esterno. Il marchio più importante che abbiamo portato nei campi scuola, per imprimere ai nostri ragazzi il concetto del noi prima dell’io”, ha spiegato il presidente nazionale Favero.
L’inaugurazione ufficiale della Cittadella alpina, allestita negli ampi spazi attorno a villa Brenzoni Bassani, è stata anche l’occasione per presentare sei nuovi mezzi in forze alla Protezione Civile dell’ANA Verona: tre furgoni fuoristrada donati dalla Regione e altri tre mezzi, due ruspe e un camion, finanziati dal Dipartimento statale della Protezione Civile. Alle 14, la scena è stata integralmente catturata dal lancio dei paracadustiti che sono atterrati a Sant’Ambrogio portando la bandiera dell’Associazione nazionale alpini e dell’Italia.
La tre giorni di manifestazioni è iniziata già venerdì quando oltre un migliaio (1.100 le prenotazioni) gli studenti delle scuole d’infanzia, elementari e medie del territorio hanno visitato la Cittadella degli Alpini, testando in prima persona le molte attività in cui sono attive le Penne nere ed entrando in un ospedale da campo, allestito per l’occasione. Un’esperienza entusiasmante per i bimbi ma interessante anche per gli adulti che si snoda in una ventina di tappe interattive, dove è possibile sperimentare l’arrampicata, schiume e getti d’acqua per spegnere gli incendi, il lavoro con le unità cinofile, il salvamento in acqua e molto altro.

