Il Comune Bardolino coinvolge le categorie per scrivere il Piano degli Spazi Pubblici

Entra nel vivo il Piano degli Spazi Pubblici del Comune di Bardolino, il provvedimento che contribuirà a ridisegnare e migliorare l'aspetto di piazze, vie, lungolago e dehors del paese. È tra i primi effetti concreti del percorso che ha portato Bardolino e il Lago di Garda a candidarsi a Capitale Italiana della Cultura 2029. L’iniziativa, infatti, è stata concepita prima dell’ufficialità della candidatura e ora sta per vedere la luce, con lo stesso metodo che ha poi caratterizzato l'intera progettualità legata al traguardo di Capitale, quello caratterizzato dall'ascolto e dalla partecipazione dei cittadini.
Il piano ha ora raggiunto un passaggio decisivo. Dal Manuale dei Plateatici e del Decoro Urbano, approvato dalla Giunta lo scorso luglio come atto di indirizzo strategico, nasce il nuovo regolamento comunale sull'occupazione di suolo pubblico, che entrerà in vigore a partire dall’1 gennaio 2027 e andrà ad aggiornare una disciplina ferma al 2006. Prima dell'approvazione definitiva si apre la fase di consultazione: commercianti, ristoratori, associazioni di categoria e portatori di interesse potranno presentare le proprie osservazioni, che saranno valutate nella stesura finale del testo.
«Si parla della candidatura a Capitale Italiana della Cultura come di un orizzonte lontano, ma un primo passo è stato già compiuto e in maniera molto concreta», spiega il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi. «Il modo in cui, ad esempio, curiamo una piazza o proteggiamo una visuale sul lago è già cultura: è il racconto quotidiano di chi siamo e di come vogliamo essere riconosciuti». «Abbiamo scelto di non calare le regole dall'alto», prosegue Bertasi. «Prima abbiamo ascoltato i cittadini, ora accogliamo il punto di vista di chi su quegli spazi lavora ogni giorno. Il Garda ha bisogno di qualità, non di quantità: per chi ci vive tutto l'anno, per un paesaggio fragile, per chi arriva e cerca qualcosa di più di una vacanza. Qualunque sarà l'esito della candidatura, Bardolino avrà in mano uno strumento che migliorerà il paese: questa è la vera eredità di un percorso culturale».
Alla base dell’iniziativa c'è un'indagine pubblica. Al questionario sulla qualità degli spazi urbani hanno risposto 365 persone tra residenti e visitatori, restituendo il ritratto di un paese amato per il suo equilibrio tra lago, verde e centro storico, attraversato però anche da alcuni aspetti che l’amministrazione comunale intende migliorare con il sostegno delle categorie. Sui plateatici in particolare le risposte sono state nette: sono parte integrante della vivacità del centro, ma in molti li percepiscono come troppo ingombranti, e chiedono più ordine, uniformità estetica e spazi di passaggio.
Da quelle indicazioni sono nati i principi del nuovo regolamento. A partire da una palette cromatica identitaria ricavata dalla storia e dal paesaggio di Bardolino — blu lago, verde argenteo, oro opaco, bianco vela, corten — alla quale dovranno uniformarsi arredi, tende, ombrelloni, fioriere e insegne. Sono gli stessi colori che sono andati a comporre il logo ufficiale della candidatura, quella immagine del Lago di Garda posta come sigillo anche sul dossier di candidatura presentato lo scorso 23 settembre al ministero della Cultura.
Sono numerosi i temi trattati nel Manuale, tra cui l'accessibilità garantita da corridoi pedonali continui, in coordinamento con il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche e il Piano del Verde. E la tutela delle visuali, con prescrizioni più severe nel centro storico, sul lungolago e negli spazi di pregio. Per accompagnare la transizione il regolamento concede cinque anni di tempo per l'adeguamento di arredi e tende, e consente di mantenere quelli esistenti in ferro o legno ricolorandoli secondo la palette, senza doverli sostituire. L'amministrazione sta inoltre valutando forme di incentivo, con sgravi sugli oneri, a favore degli esercenti che sceglieranno di adeguarsi prima della scadenza.
«Il Manuale è uno strumento di progetto che contribuisce a delineare la Bardolino del futuro e che può essere da pietra di paragone anche per altri territori del Lago di Garda», racconta l'architetto Daniela Cavallo, che lo ha redatto insieme agli architetti Cristina Bellamoli e Michela Pinamonte, con la collaborazione di Ennio Mirandola, responsabile dell’area Pianificazione Territorio del Comune bardolinese. «Perché lo spazio pubblico sia vivibile e funzionale servono equilibrio, ordine e attenzione ai dettagli. Il plateatico non è soltanto uno spazio privato su suolo pubblico, è una micro-piazza dove si incrociano residenti, turisti, famiglie. Uno spazio da valorizzare con criteri chiari e uguali per tutti gli operatori».
Da un punto di vista operativo il piano definisce materiali, colori, ingombri e modalità di allestimento, e coordina temi che finora viaggiavano su binari separati: decoro, accessibilità, verde, illuminazione, tutela del paesaggio. «Le osservazioni che arriveranno entreranno nella stesura definitiva, insieme ai criteri tecnico-applicativi. L'obiettivo è arrivare all’1 gennaio 2027 con un testo condiviso e applicabile: chi investe in un'attività deve sapere con chiarezza qual è il quadro di riferimento, e per questo abbiamo previsto cinque anni di tempo per l'adeguamento», conclude il sindaco Bertasi.

