PAT, la Quarta Circoscrizione vota contro. Padovani: “Troppa ideologia"

Il voto contrario espresso dalla Quarta Circoscrizione di Verona sul nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT) non rappresenta un "no" alla rigenerazione urbana o alla sostenibilità, ma una richiesta di maggiore concretezza e cautela. Come spiega il presidente Alberto Padovani, il problema principale risiede nel fatto che il piano prevede un aumento del carico urbanistico senza dimostrare che il territorio e le sue infrastrutture — a partire dalla viabilità, dai trasporti e dai servizi — siano realmente pronti a sostenerlo. Un'espressione di scetticismo condivisa anche da altre circoscrizioni, come la Quinta e l'Ottava, a dimostrazione che il disallineamento non è di natura politica ma tecnica.
Al centro delle critiche vi è la gestione della mobilità a Verona Sud e l'efficacia della Strada di Gronda, ritenuta insufficiente a risolvere i problemi di traffico dei residenti di zone come Santa Lucia e Golosine, oltre che sbilanciata a favore dei nuovi insediamenti della Marangona. Tra le altre criticità sollevate figurano le disparità di pianificazione tra le diverse aree, i rischi finanziari legati al cambio di destinazione d'uso di alcune zone, la drastica riduzione delle aree edificabili che rischia di penalizzare le giovani coppie in cerca di casa, e la necessità di evitare la concentrazione di edilizia popolare per favorire invece un reale mix sociale.
La richiesta di fondo avanzata dalla Circoscrizione è chiara: prima di tracciare linee e volumetrie sulle mappe, bisogna pianificare con precisione i servizi essenziali, dalle scuole agli spazi per gli anziani, garantendo che le trasformazioni siano sostenibili per chi i quartieri li vive ogni giorno.

